Precariato


 L’economia è, bene o male, l’aspetto che più ci riguarda nella vita, e comprendere come funzioni è fondamentale per capire cose succede intorno a noi. Aumento dei tassi, costo del denaro, euribor, sono nozioni solo apparentemente astratte, dal momento che hanno sulla nostra vita un peso determinante: ce ne accorgiamo quando a metà mese i soldi sono finiti.

Ho trovato un paio di link che spiegano in modo semplice e accessibile perché i prezzi osno sempre più alti, e perché questi soldi maledetti non bastano mai.

1. Che cos’è veramente l’inflazione? 

2. Come si genera una crisi finanziaria?

Se qualcuno passase di qui, è caldamente consigliato di spendere dieci minuti per leggere queste due pagine, ne vale la pena. 

Ultimo commento è sul commento di scalfari al discorso del governatore della banca d’Italia: “lo su un punto Draghi è stato univoco: il ripetuto elogio all’operato delle Banche centrali per contenere gli effetti devastanti della crisi dei “subprime”; la Fed americana e la Bce europea – ha detto – sono state perfettamente all’altezza dei loro compiti innaffiando i mercati con ampie immissioni di liquidità ed evitando in tal modo che la crisi assumesse le dimensioni d’una catastrofe del tipo di quella che scardinò l’economia negli anni Trenta del secolo scorso. 

Questa iniezione di liquidi non fa altro che prolungare l’agonia di un sistema completamente malato, che è comunque sull’orlo del collasso, dal quale non si può scappare…prima o poi questi debiti dovranno essere pagati, e allora saranno cavoli amari per i poveri cristi, i salariati a stipendio fisso, i precari, i pensionati, insomma tutti quelli a cui l’accesso ‘alla liquidità’ non viene concesso, perché questo debito peserà in gran misura su di loro.

Infine un intervento di giulietto chiesa, che ci dà qualche anticipazione su disastri prossimi futuri:


 

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Leggo con scarso stupore, la positiva reazione di confindustria sulla scesa in campo di esponenti di confindustria nel pd. Si auspica pure un’invasione dei seggi (se mai ce ne fosse altro bisogno) nel pdl.

L’unico elemento unificante di queste elezioni è proprio la politica economica, con la sua ingerente presenza due poli italiani.

Ci sono alcune cose che vanno considerate e che dovrebbero preoccupare molto l’opinione pubblica italiana:

1. l’annullamento delle differenze: due poli, con presenze di persone ed idee intercambiabili e assimilabili, la sistematica eslcusione di ogni fazione, partitino, testa calda o testa d’uovo di turno.

2. il sostegno palese e convinto dei mezzi di informazione di massa rispetto a questa scelta pericolosissima. I TG di qualunque rete non perdono occasione per fare da cassa di risonanza allo slogan: non disperdere i voti (ossia, vota un polo, basta uno dei due, ma non gli schieramenti ‘minori’).

3. conseguenza di questo terrorismo del voto utile, è l’annientamento di ogni voce fuori dal coro che possa essere sostenuta e validata con mezzi istituzionali e costituzionali. Questo implica che un certo potere che ci sovrasterà. Ogni sua decisione sarà definitiva, perenne, inattaccabile, non negoziabile. Con la scusa della governabilità ci stiamo avviando verso un periodo di normalizzazione del pensiero e dell’azione: niente discussione, niente negoziazione, solo governo. Perenne.

4. la presenza di confindustria nei due poli implica, forzatamente, uno slittamento della politica, non solo sostanziale ma pure formale, dalla cura del cittadino verso la cura della sviluppo finalizzato al profitto: ergo, flessibilità, precarietà, ricatto, e quindi schiavismo. Cioè, si accetta come fatto ‘normale e sensato’ che la difesa del cittadino contro un certo sistema economico che lo sovrasta, venga affidato agli stessi esponenti di questo sistema. Un berlusconismo al cubo, da cui nemmeno i compagni ex-DS prendono le distanze, Anzi, ne prendono le mosse.

5. come già detto, questo sta avvenendo in modo formalmente lecito, con la pressione dei media che ben approffitano del nostro già difficile vivere, per indirizzarci verso scelte solo apparentemente ragionate.

6. il sindacato è ormai ombra. Forse la parola sindacato andrebbe tolta dai dizionari. Si tratta ormai, di un altro blocco di potere preoccupato del proprio mantenimento, e quindi incentivato a sostenere questo processo di normalizzazione e governo monocolore perenne. Logicamente nell’epoca della grande riconciliazione, non c’è posto per nessun tipo di scontro.

L’invito del leader di confidustria (leggi qui), è chiaro: non è più interessante appoggiare un particolare modo di fare politica piuttosto che un altro. L’ideologia è morta, quello che conta è restare al centro, per far passare uno specifico blocco di interessi.

Io credo che ci stiamo avviando verso un periodo molto buio, un nuovo medio evo del pensiero e della politica, nonché verso un totale assoggettamento della cittadinanza, intesa non solo come persone fisiche, ma pure come termine etico.

Siamo col piede nella fossa.

Ma davvero ci verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere.

Leggo sull’Unità on line:

Liste pd, capolista in Veneto è Massimo Calearo

Dalla trattativa con i metalmeccanici, chiusa di recente, agli scranni del Parlamento: Massimo Calearo, 52 anni (è nato a Vicenza il 23 novembre del 1955), tre figli, laureato in Economia e Commercio, scende in campo nelle file del Partito Democratico, come ha annunciato ufficialmente domenica da Walter Veltroni dopo giorni di voci su una sua possibile candidatura […]

Dal 13 luglio 2004 è il presidente di Federmeccanica, di cui è stato Vice Presidente dal 2001. Proprio in questa veste ha giocato la difficile partita del rinnovo del contratto dei metalmeccanici chiusa lo scorso 20 gennaio. Dal maggio 2003 fino a venerdì scorso, quando ha rassegnato le dimissioni, è stato inoltre presidente dell’Associazione industriali di Vicenza di cui è stato vice presidente nel biennio 2001-2003. È anche Consigliere della Banca d’Italia di Vicenza, Presidente del Comitato locale di Unicredit e Consigliere amministrativo del Gruppo Athesis di Verona, società editrice de «Il Giornale di Vicenza», «L’Arena» e «Brescia Oggi» [vedi pure: http://www.fim.cisl.it/specialeGen05/contratto/Calearo.asp – ndr]

E tenetevi forte, guardate un po’ cosa scrive il/la giornalista dell’unità:

La candidatura di Calearo, insieme a quella del giuslavorista Pietro Ichino -famoso per la sua battaglia contro l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori -, ha dato argomenti al comizio domenicale del segretario di Rifondazione Franco Giordano, in Umbria, in chiave anti-P

E CI MANCHEREBBE PURE CHE NON FOSSE COSI’, diciamo noi!!!

E infatti l’articolo sull’unità non è nemmeno firmato..io la firma mia su questa roba non ce la metterei di certo…

Gramsci, qui accanto a me si sta sbellicando dal ridere; dai Antonio, datti un tono, oramai siamo nell’era del bipolarismo, suvvia!!!

Con quale coraggio superUalter continui a riempirsi la bocca di parole come giustizia sociale e precarietà durante i comizi resta un mistero

Ancora più misterioso è vedere gente applaudire ai suoi comizi…che siano tutti bancari/banchieri???

Oppure sono i soliti compagni che sbagliano…

Serio o semiserio sul programma del PIDDI’ (che Dio -se c’è- ci aiuti)

Dodici punti, vaghi e pieni di slogan, così poi non avremo ex-elettori che vanno in internet a caccia del programma per farci le pulci e verificare se l’abbiamo seguito o no. Tie’!

1. Scegliere come priorità infrastrutture e qualità ambientale.

Prima diamo gli appalti, poi consultiamo i cittadini, e poi se non vi sta bene vi attaccate al tram. Energia pulita e rigassificatori (si, sono puliti, e se non ci credete sappiate che daremo l’appalto le pulizie ad un coop, tutti i dipendenti con partita iva a 500 euro al mese, of course, we care!). La TAV vi tocca, e pure l’alta velocità. E poi non dite che non l’avevamo detto. La gente non ha più soldi quindi mica viaggia. E poi si importano merci solo dalla Cina, quindi si ad una TAV da milano alla grande muraglia. E dell’amianto chissenefrega. Le proteste Nimby? Non sapete che cosa sono? Che ignoranti!!!!Not in my backyard!! Insomma non volete la discarica sotto casa vostra? Ve la pigliate lo stesso, mica la possiamo mettere a Montecitorio!

2. Innovazione del Mezzogiorno.

No ad una politica per il Mezzogiorno che disperda fondi in una miriade di programmi, mentre diciamo sì ad una drastica e veloce revisione dei programmi europei. Insomma, siamo onesti, ci girano le palle che solo gli ex-diccì stanno sempre a mangiarci sopra, dobbiamo rivedere la distribuzione. I corsi di formazione inutili con insegnanti a partita iva delle coop a questa tornata vengono a noi.

3. Controllo della spesa pubblica.

Il governo Prodi ha risanato e migliorato i conti pubblici. Per questo il nostro slogan è spendere meglio, spendere meno. Continueremo a tagliarvi la sanità, a dare incentivi ai medici di famiglia per non fare prescrizioni su esami costosi e medicinali utili. In compenso i suddetti riceveranno i soliti euri annuali per mandarvi al cimitero quanto prima, così risparmiamo pure sulle pensioni. Tranquilli però, faremo del nostro meglio per mantenere in piedi quella fanstastica burocrazia che vi permette di correre da un ufficio all’altro, da un edificio all’altro, così che non si capisce mai chi è responsabile di cosa. Non vi lamentate, dai che così state in forma, a fare le corsette in su e giù. Più soldi alle comunità montane (anche a quelle che stanno sotto il livello del mare), CDA di enti partecipati per ex-sindaci ed ex-consiglieri senza mestiere, e nuovi concorsi alle province per assicurarci voti e consenso. E se poi si mette male, possiamo sempre stroncarvi dai debiti con le banche, con gli swap suggeriti dai nostri ministri ex-consulenti dei colossi dello strozzinaggio. Tanto mica paghiamo noi?! Pagate voi coglioni.

4. Fare quello che non è mai stato fatto: ridurre le tasse ai contribuenti leali ai lavoratori dipendenti e autonomi.

A partire dal 2009 un punto in meno di Irpef ogni anno per tre anni. E come si capisce se un autonomo è leale o evade?Non vi lamentate, che vi togliamo un puntarello di tasse. E se poi doabbiamo metterci una pezza tagliando il welfare…beh, that’s life.

5. Investire sul lavoro delle donne.

Noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo. Avete per caso visto le nostre fantastiche ministre fresche di lifting e nasini nuovi? Non sono una meraviglia? Del resto se lo possono permettere, intrallazzate con banche, banchieri, affaristi, e consulenti finanziari d’ogni sorta.

6. Il problema della casa.

Aumentare le case in affitto e costruzione di circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro. E che credevate che ve la facevamo comprare? L’affitto dovete pagare. Si, si, lo sappiamo che 500 euro equivalgono ad una pensione intera o a 3/4 di uno stipendio. Ma basta stringere la cinghia. E se poi mancano i soldi per mangiare, basta fare credito al consumo, così i nostri amici banchieri son felici. E pure noi!

7. Invertire il trend demografico mediante l’istituzione di una dote fiscale per il figlio. 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido.

Su, su, non vi lamentate, almeno per il primo anno qualche pannolino ce lo comprate. Intanto riproduceveti, sennò la binetti si incazza. E poi ci serve forza lavoro, sennò chi mantiene noi e i nostri rampolli?

8. L’università. Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010.

Non è meraviglioso? Siccome non erano già abbastanza i frammentatissimi terzi poli universitari che servono a creare cattedre per amici ed amici degli amici. E poi qualche appalto di costruzione lo vogliamo dare o no?

9. Lotta alla precarietà, qualità del lavoro e sua sicurezza.

Scordatevi l’abrograzione della legge 30. Al limite vi diamo un salario minimo di 1.000 euro mensili. Generazione low cost, sennò come lo pagate un affitto a 500 euro?

10. La sicurezza.

Maggiori fondi per le forze dell’ordine e certezza della pena come uno dei cardini dell’azione di governo del centrosinistra. Certezza della pena per voi, per noi, ne riparliamo poi.

11. Giustizia e legalità.

Da troppi anni c’è uno scontro nel Paese. Nell’ordinamento verrà inserito il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione. Ma solo quelli gravissimi e solo per il parlamento. Poco importa se ex-amministratori locali coinvolti in affari di corruzione e furto dei soldi pubblici poi siedono nei consigli di amministrazione delle partecipate.

12. L’innovazione.

Portare la banda larga in tutta l’Italia, tanto per dare qualche appalto. Tanto poi, chi se la può permettere? Così imparatre a stare sempre sul blog di grillo. Garantire a tutti una tv di qualità, ebbene si, porta a porta due volte al giorno. Superare il duopolio tv e correggere gli eccessi di concentrazione delle risorse economiche. Venderemo un paio di reti rai. E poi se  ci metton le mani il nipote di silvio o il tronchetto dell’infelicità, son cavoli vobis.

In Italia si ha la memoria corta.

Il 20 ottobre, la sinistra (non c’è bisogno di chiamarla radicale, mutuando linguaggi forzaitalioti. Sinistra basta e avanza, appunto alla luce del rimanente panorama politico…)…dicevo la sinistra ha portato in piazza un milione di persone circa, ricordiamocelo, contro il precariato.

Nel frattempo, Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL), si ritrovavano a discutere per la difesa della legge 30 (o Biagi che dir si voglia) al teatro Capranica di Roma. Nell’occasione, Angeletti (UIL) dichiarava di non comprendere “quali obiettivi si possa porre la manifestazione i oggi pomeriggio” visti i risultati positivi portati dal pacchetto Treu e la legge Biagi. Gli faceva eco Bonanni (CISL) anche lui convinto che le norme della legge Biagi “hanno funzionato”.

Dopo nemmeno una settimana, il 26 Ottobre, eccoli in piazza Angeletti e Bonanni, insieme a Epifani, a protestare per la difesa del lavoro pubblico, contro il governo (almeno quelli del 20 si erano rispiarmiati una tale affermazione) con il quale però, in precedenza, avevano festeggiato l’approvazione di un pacchetto welfare in cui il precariato riceve sono mazzate.

E cosa dicono questi signori scesi in piazza il 26 Ottobre? Dicono: Contratto subito e meno precarità! “Il governo cambi rotta. Vogliamo il rispetto degli impegni presi, la salvaguardia dei diritti contrattuali, una pubblica amministrazione di qualità che contrasti la precarietà e offra veri servizi ai cittadini” dice il segretario confederale Paolo Pirani (della UIL, ndr).

Una disparità di trattamento fra i precari del privato (a cui la legge Biagi ha fatto un gran bene) ed i precari del pubblico (che dovrebbero essere stabilizzati, con contratti a tempo indeterminato).

La differenza fra diritti e privilegiI, fra sindacati e corporazioni.

Intanto, guardo le fotografie della manifestazione del 26 Ottobre, e osservo i cartelli contro il precariato dei dipendenti comunali a scadenza, non posso fare a meno di pensare che un precario privato, non è diverso da un precario statale, almeno nella forma. Penso pure (e meschinamente) che le tasse dei precari del privato, andranno (forse) a contribuire alla stabilizzazione del precariato pubblico, alimentando una burocrazia statale inefficiente e inutile.
Mi rendo conto che questa è un guerra fra poveri.

Divide et impera

Dal corriere.it:
La Terra è vicina al punto di non ritorno e il futuro dell’umanità è seriamente compromesso

Sempre dal corriere.it: Monito di Draghi: in italia gli stipendi piu’ bassi dei paesi principali dell’unione europea

Di’ giuro!!!

I ripensamenti di Prodi sulla precarità sono anch’essi precari.

da repubblica.it: Quanto al fatto che le sue parole giungano all’indomani della manifestazione, a Roma, che la sinistra radicale ha organizzato proprio per l’attuazione del programma di governo e contro il precariato, il presidente del Consiglio preferisce non parlarne, “non connettiamo le cose che hanno una corrispondenza temporale – dice -e non sequenziale”. E a chi gli chiede se la protesta abbia rappresentato un monito per il governo, il premier risponde: “Oggi non parliamo di ieri, parliamo di oggi”.

Ripeto, non manca di senso dell’umorismo. Il punto è che i circa 4 milioni di precari Italiani il senso dell’umorismo non ce l’hanno più.

Chi pensa all’oggi e chi pensa a tre giorni fa.

18/10/2007. Operaio si suicida al lavoro: non riusciva ad arrivare a fine mese. L´uomo non sapeva come pagare il mutuo dopo che la moglie, precaria, aveva perso il lavoro

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