Il dow jones parte rovinoso, ma poi risale per chiudere a -1.49. Il nasdaq invece chiude in positivo, +0.27%. Insomma, dopo la settimana che è passata non sembre neppure tanto male.

Eppure, repubblica.it titola: Borse a picco in Europa, giù anche Wall Street

Mah. Perché tanto pessimismo? Perché questa logica della paura? Che pillola c’è da mandare giù? Certo, il bailout all’europea. Cioè salvare i  colpevoli di questo scandalo con i soldi dei contribuenti. Come?

Seguendo i consigli del FMI: salvando le banche, nonostante tutto, a qualunque prezzo.

È ora di ricostruire l’architettura finanziaria globale, è il titolo della lettera alzata d’ingegno del direttore del FMI (fonte sole24h)

Per ora, ci anticipa  tre mosse:

1. La Banca centrale deve prevenire la corsa alle banche e agli istituti finanziari. Per farlo, deve rassicurare i correntisti, garantendo che i loro depositi bancari sono sicuri e apportando liquidità agli istituiti finanziari a fronte di una buona garanzia.

(cioè, imbonire le folle, se tutti corrono agli sportelli il castello carta crolla)

2. Secondo, il Tesoro deve estirpare alla radice la causa principale del la corsa al ritiro di fondi, vale a dire la presenza di attivi illiquidi nei bilanci degli istituti finanziari. [etc…]

(gli stati comprino attivi illiquidi, ma se sono illiquidi, vuole dire che non si possono liquidare, quindi robbaccia che non vuole comprare nessuno, che finisce però sul groppone contribuenti)

3. Il sistema finanziario deve essere ricapitalizzato. A questo punto, probabilmente con un aiuto pubblico.

(ancora i soldi dei contribuenti alle banche)

Morale: le finanze pubbliche (cioè lo stato, cioè i cittadini) si devono indebitare (perché la montagna di soldi da mettere sopra questo marciume è incalcolabile), per salvare le banche.

Non per migliorare, ad esempio, sanità, scuola, servizi pubblici, o creare posti di lavoro, ma per salvare chi presta soldi in cambio di garanzie  (esempio: non paghi il mutuo la banca si prende la casa), senza però dare in cambio nessuna di garanzia a chi deposita lì i suoi soldi (cioè la banca deve essere sana, e non indebitata e insolvente, altrimenti chiude bottega). Non solo questo; tali enti privati non si fanno nessuno scrupolo, nessun timore nel truffare risparmiatori ed imprenditori, riflando loro obbligazioni marce (vedi parmalat, etc.), o strumenti finanziari che li faranno solo indebitare e chiudere bottega (altri posti di lavoro persi).

Siccome la coperta è sempre troppo corta, questi soldi da dove verranno presi?

1. Tasse, soldi dei contribuenti

2. Ulteriore indebitamento, un paese alla fame (FMI e banca mondiale daranno di sicuro una mano per poi utilizzare il metodo della riscossione con strozzo, così come hanno fatto con l’Argentina; e siccole il debito italiano già è gigantesco, il paragone è più che mai azzeccato)

3. Privatizzazioni selvagge (cioè tutti i servizi, i pochi rimasti pubblici, svenduti alle multinazionali, per fare cassa, a pochi spiccioli), con conseguente aumento vertiginoso dei prezzi (non esiste un libero mercato, solo monopoli e cartelli), e qualità discutibile (mancando ogni concorrenza). Per chi si fosse dimenticato, basta rivedersi il caso di Acqualatina.

Insomma, nessuno corra agli sportelli, perché c’è da salvar le banche, gli enti caritatevoli che hanno avvelenato l’economia su scala globale, e che ora vogliono l’antidoto a spese di pantalone.

Ma il mercato, non doveva decidere tutto da solo? Se i titoli finanziari vanno giù (trascinando purtroppo tutti gli altri, anche chi è sano), ci sarà pure una ragione. E infatti c’è.

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