Se po’ fa?

Se un falco di prim’ordine come holbrooke (basta vedere wikipedia inglese -non quella italiana che è ridicola-) attore ed ideatore protagonista di alcune delle storie più tristie sciagurate  della storia contemporanea, spende 6 pagine di analisi su ciò che aspetta il nuovo presidente; 

se lo stesso personaggio fa ospitare la suddetta analisi non da un giornale o da altro mezzo di informazione, ma dalle pagine web di quel vischiosissimo consiglio sulle relazioni estere, esclusivo club dei signori del pianeta che maneggiano e tirano i fili dei pupazzetti della politica;

se lo stesso personaggio, non solo traccia ed indica linee precise di condotta del futuro presidente (alcune discutibili, incluso il diritto a cambiare idea rispetto alle promesse elettorali, specialmente per decisioni che attengono ad azioni di guerra);

se lo stesso signore si spende nel rimarcare ed evidenziare le differenze fra i due condidati in corsa, obama e maccain (bacchettando sonoramente secondo ed elogiando senza risparmio il primo) sui punti dell’agenda politica da lui illustrata;

se tutto questo, allora resta solo da credere a john pilger, quando dice che obama è una truffa,  un lupo travestito da agnello che millanta il grande cambiamento (mentre i piani sono ben diversi), una gigantesca truffa mediatica, culminata con la messa in scena di berlino, con la scimmiottatura del discorso di kennedy, ed opportunamente amplificata dai media di massa;

se tutto questo (e tutto questo è) allora non resta che farci il segno della croce e sperare in dio (per chi ci crede) 

dopodiché si spiega anche l’allarmante dispiegamento di forze e mezzi in quel di denver per impedire di manifestare ogni forma di dissenso

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