L’ennesimo illuminante commento domenicale del direttore.

L’opinione pubblica non ha più voce. Ma va? 

Ottima la visione bianco&nero, fra i rincoglioniti dalle tv berlusconiane ed i miti riformisti del piddì, poveretti, stanchi e senza voce.

Ad ogni modo, stiamo tranquilli che ci pensa lui ed il suo giornale a dare voce a chi non ce l’ha.

Rapida occhiata alla prima pagina del giornale in rete: prima notizia sulle nevrosi di bossi; seconda notizia sulle olimpiadi; terza notizia sulla crisi in georgia (con pessimo seguito di disinformazione sulle responsabilità dell’armata rossa, inclusa la caccia al giornalista).

Che poi, detto fra noi, se i giornalisti facessero il loro mestiere onestamente, forse (forse), i russi sarebbero meno incazzati. 

E questa è la pagina che dovrebbe dare l’agenda di pensiero all’opinione pubblica. Bell’affare, siamo in una botte di ferro.

A quando un po’ di sana verità, del tipo:

1. Le risorse sono finite, siamo con l’acqua alla gola, la coperta è troppo corta, fatevene una ragione, smettete di prendere la macchina per fare 100 metri e comprarvi le sigarette, perché stiamo finendo il petrolio (fattore importante nella crisi usa-russia sulla georgia).

2. Chi pagherà il prezzo sarete voi, ultimi cittadini, ultimi consumatori che non consumano più, voi che andate in vacanza con il mutuo, e che sgobbate un anno per ripagarlo, per poi ricominciare il prossimo agosto.

3. Scordatevi il taglio dei finanziamenti ai giornali. Se non ci sono asili nido, se non potete permettervi una sanità privata più o meno decente (inclusi i macellai taglia-polmoni a pagamento) sono cazzi vostri.

4. Ne frattempo se potete spendete, consumate, scialacquate il poco che vi resta, e magari compretevi qualche giornale, tanto con un inflazione programmata all’1.7 % (decisa dalla BCE), il prezzo conviene.

5. Se poi volete leggere commenti, incazzature, o polemiche varie su…per esempio (tanto per dirne una) … sull’autentico colpo di stato di fine luglio, sull’approvazione del trattato di lisbona…beh…non contate su di noi.

In realtà è pure comodo che ci sia un berlusca o un bossi di turno da poter additare, perché catalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica; temi minimi, dettagli nazionali, mentre tutto quello che succede intorno (e che in buona parte contribuisce al veloce sfacelo italiano) resta su uno sfondo incomprensibile, annebbiato, e lontano. 

Questa è disinformazione. Questo è mentire alla gente. Nascondere le verità, alterarle, modificarle, a proprio vantaggio ed a vantaggio degli interessi di pochi. 

Non c’è buona fede in quello che si legge sui giornali italiani e non. Se la gente si svegliasse, sarebbero cazzi amari, forse prima di tutto, proprio per chi continua a mentire e divulgare informazioni false e fuorvianti.

Ma questo, non si dice mai.

Il silenzio è d’oro

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