August 2008


Se po’ fa?

Se un falco di prim’ordine come holbrooke (basta vedere wikipedia inglese -non quella italiana che è ridicola-) attore ed ideatore protagonista di alcune delle storie più tristie sciagurate  della storia contemporanea, spende 6 pagine di analisi su ciò che aspetta il nuovo presidente; 

se lo stesso personaggio fa ospitare la suddetta analisi non da un giornale o da altro mezzo di informazione, ma dalle pagine web di quel vischiosissimo consiglio sulle relazioni estere, esclusivo club dei signori del pianeta che maneggiano e tirano i fili dei pupazzetti della politica;

se lo stesso personaggio, non solo traccia ed indica linee precise di condotta del futuro presidente (alcune discutibili, incluso il diritto a cambiare idea rispetto alle promesse elettorali, specialmente per decisioni che attengono ad azioni di guerra);

se lo stesso signore si spende nel rimarcare ed evidenziare le differenze fra i due condidati in corsa, obama e maccain (bacchettando sonoramente secondo ed elogiando senza risparmio il primo) sui punti dell’agenda politica da lui illustrata;

se tutto questo, allora resta solo da credere a john pilger, quando dice che obama è una truffa,  un lupo travestito da agnello che millanta il grande cambiamento (mentre i piani sono ben diversi), una gigantesca truffa mediatica, culminata con la messa in scena di berlino, con la scimmiottatura del discorso di kennedy, ed opportunamente amplificata dai media di massa;

se tutto questo (e tutto questo è) allora non resta che farci il segno della croce e sperare in dio (per chi ci crede) 

dopodiché si spiega anche l’allarmante dispiegamento di forze e mezzi in quel di denver per impedire di manifestare ogni forma di dissenso

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Qualche giorno fa Draghi ha annunciato che la fine della crisi non è poi così vicina e che per le famiglie italiane sarà il solito calvario di lacrime e sangue. Forse meno penoso sarà il calvario per Bankitalia, anche se Tremonti sta pensando di pescare pure lì per tamponare il debito pubblico. Non è un’idea nuova, il pallino ce l’ha sempre avuto. Da vedere notizie antiche, quiqui.

Chi possiede bankitalia. Riportando una notizia dal sito di Adusbef: “La legge di tutela del risparmio prevede che entro la fine del 2008 siano trasferite a enti pubblici le quote di capitale di Bankitalia oggi in mano ad aziende di credito private, una delle singolarità dell’assetto di Via Nazionale infatti è quella di essere controllata dai controllati, cioè dalle banche, con una fortissima concentrazione di quote in mano ai grandi gruppi (Intesa Sanpaolo, Unicredit e Generali da sole controllano più del 70 per cento del capitale di Via Nazionale)”. OK, quindi Bankitalia non è per niente dell’Italia (intesa come stato italiano), ma delle banche, che sono enti privati. 

L’oro di bankitalia. Sempre citando: “l’oro della Banca d’Italia dovrebbe entrare a far parte di «un fondo che coordina la valorizzazione degli attivi dello Stato e degli enti locali», un «nucleo di flottante» […] Quanto vale l’oro di Bankitalia? Nella premessa dello studio si legge che «Via Nazionale possiede circa 2.452 tonnellate di metallo prezioso, per un controvalore di 45 miliardi di euro, ai quali vanno sommate riserve in valuta per 24 miliardi di euro, per un totale complessivo di 69 miliardi»”. Lo studio del tesoro ha calcolato che rispetto ad altre banche centrali, il valore delle riserve è eccedente, e che potrebbe essere ceduto ed usato appunto per riparare il debito pubblico.

Quanto spende bankitalia. Bankitalia non è solo una macchina che fabbrica soldi, è pure una macchina che di soldi ne consuma un bel po’. Continua l’articolo citato da Adusbef: “li costo medio per dipendente (oggi sono circa 7.400 divisi in 97 filiali) «risulta superiore a quello delle altre banche centrali» […] Secondo il progetto di riforma organizzativa presentato nel settembre del 2007 la riduzione del personale sarà di 709 unità per un risparmio di circa 100 milioni di euro”. Insomma 100 milioni divisi per 709= poco meno di 12mila euro al mese (si spera lordi)

Quanto costa riscattare bankitalia. Ancora: “Secondo lo studio all’attenzione del Tesoro «una valorizzazione preliminare della Banca d’Italia effettuata sulla base delle rendite storicamente attribuite ai partecipanti privati condurrebbe a un valore notevolmente inferiore a quello del patrimonio netto, cioè tra 800 milioni e 1,5 miliardi di euro (tanto che nella Finanziaria del 2005 era stato accantonato nel bilancio un importo di 800 milioni per l’acquisto delle quote).Il patrimonio netto di Via Nazionale però al 31 dicembre 2007 è pari a circa 17 miliardi di euro. 

E’ sul valore delle quote di bankitalia che inizia il contendere fra tremonti e le banche private che le possiedono. Insomma, conlcude l’articolo “In autunno anche il futuro di Bankitalia farà parte del dibattito politico e solo una cosa è certa: nessuno farà sconti.

E c’è da preoccuparsi. L’ultima volta che tremonti ha provato ad attaccare i banchieri è finita male per lui -fu sostituito da siniscalco- e per l’italia -sotto minaccia di declassamento da parte delle agenzie di rating americane

Se bankitalia non apre il forziere dell’oro di sua sponte, pare, saranno guai seri.

Strano che se ne parli poco nei giornali italiani, ci sono diverse notizie che circolano dall’altra parte del pianeta, però qui poco o niente.

La convention di Denver, quella del salvatore del pianeta, del Bono Vox della politica. La convention arcidemocratica. Notizie nostrane dicono che sia blindata, notizie americane dicono che sia più che blindata.

Pare (si dice dice ) che 50 milioni di paperdollari siano stati messi a disposizione per la sicurezza della convention. Soldi, si suppone, pagati dai contribuenti a stelle e strisce.

Ammappa! Sarà vero? Intanto la storica televisione US (quella che è riuscita a fare della guerra l’ennesimo spettacolo in diretta, da dare in pasto al pubblico) aggiunge pepe e spavento alla notizia, ed ipotizza l’uso di armi sperimentali per tenere a bada eventuali manifestanti (più o meno riottosi). Alla convention democratica?!

Ma manifestare il dissenso non è consentito in un paese democratico? Ah già … ma sono gli USA, quelli la democrazia la esportano con le bombe a grappolo. E poi c’è chi ha il coraggio (e la faccia) di parlar male della Cina….

 

Nella prossima puntata qualche informazione sul movimento di dissenso che si sta creando intorno alla convention di Denver e al papa nero

Coincidenze interessanti

L’ennesimo illuminante commento domenicale del direttore.

L’opinione pubblica non ha più voce. Ma va? 

Ottima la visione bianco&nero, fra i rincoglioniti dalle tv berlusconiane ed i miti riformisti del piddì, poveretti, stanchi e senza voce.

Ad ogni modo, stiamo tranquilli che ci pensa lui ed il suo giornale a dare voce a chi non ce l’ha.

Rapida occhiata alla prima pagina del giornale in rete: prima notizia sulle nevrosi di bossi; seconda notizia sulle olimpiadi; terza notizia sulla crisi in georgia (con pessimo seguito di disinformazione sulle responsabilità dell’armata rossa, inclusa la caccia al giornalista).

Che poi, detto fra noi, se i giornalisti facessero il loro mestiere onestamente, forse (forse), i russi sarebbero meno incazzati. 

E questa è la pagina che dovrebbe dare l’agenda di pensiero all’opinione pubblica. Bell’affare, siamo in una botte di ferro.

A quando un po’ di sana verità, del tipo:

1. Le risorse sono finite, siamo con l’acqua alla gola, la coperta è troppo corta, fatevene una ragione, smettete di prendere la macchina per fare 100 metri e comprarvi le sigarette, perché stiamo finendo il petrolio (fattore importante nella crisi usa-russia sulla georgia).

2. Chi pagherà il prezzo sarete voi, ultimi cittadini, ultimi consumatori che non consumano più, voi che andate in vacanza con il mutuo, e che sgobbate un anno per ripagarlo, per poi ricominciare il prossimo agosto.

3. Scordatevi il taglio dei finanziamenti ai giornali. Se non ci sono asili nido, se non potete permettervi una sanità privata più o meno decente (inclusi i macellai taglia-polmoni a pagamento) sono cazzi vostri.

4. Ne frattempo se potete spendete, consumate, scialacquate il poco che vi resta, e magari compretevi qualche giornale, tanto con un inflazione programmata all’1.7 % (decisa dalla BCE), il prezzo conviene.

5. Se poi volete leggere commenti, incazzature, o polemiche varie su…per esempio (tanto per dirne una) … sull’autentico colpo di stato di fine luglio, sull’approvazione del trattato di lisbona…beh…non contate su di noi.

In realtà è pure comodo che ci sia un berlusca o un bossi di turno da poter additare, perché catalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica; temi minimi, dettagli nazionali, mentre tutto quello che succede intorno (e che in buona parte contribuisce al veloce sfacelo italiano) resta su uno sfondo incomprensibile, annebbiato, e lontano. 

Questa è disinformazione. Questo è mentire alla gente. Nascondere le verità, alterarle, modificarle, a proprio vantaggio ed a vantaggio degli interessi di pochi. 

Non c’è buona fede in quello che si legge sui giornali italiani e non. Se la gente si svegliasse, sarebbero cazzi amari, forse prima di tutto, proprio per chi continua a mentire e divulgare informazioni false e fuorvianti.

Ma questo, non si dice mai.

Il silenzio è d’oro

Da non crederci, ma non è strano che proprio nel bel mezzo della crisi georgiana, a pochi mesi dalle elezioni USA succeda questo?

Come in tutte le storie a lieto fine, il pazzo assassino fu ammazzato dalla polizia. 

Così se dietro il pazzo assassino ci fosse stato qualcosa di più, beh…too late.

Viene in mente questo

Cosi’, mentre i giornalisti di tutto il mondo (non solo quelli italiani) ci rincoglioniscono con le loro bugie, con i titoloni sulle medaglie dei giochi olimpici, nel caucaso si sta scatenando l’inferno.

E giù a mentire, a dar la colpa all’armata rossa, alle politiche espansionistiche della russia.

Posto qui il link su dati, commenti e discussioni sulla crisi in Ossezia:


Finalmente qualcuno ha il buonsenso di informarci sulle sciagure che stanno per arrivare, quando a settembre i vacanzieri torneranno da mari e monti, troveranno un bel po’ di sorprese.

E giusto per finire in bellezza, qualche notizia che non circola in TV (ovvio che no, senno’ sai che panico): scaffali vuoti

Non c’è da stupirsi se i prezzi di pane, latte e pasta sono in crescita: Non vorrà per caso dire ch eil cibo sta finendo? Diventando merce rara  da pagare a prezzo altissimo?

Un piccolo discorso sulla ‘big picture’, sul disegno che si sta profilando all’orizzonte: qui

Saranno tempi duri, per tutti; anche per gli ingenui o gli stupidi che passano le serate a riconglionirsi davanti alla TV.