Con quale faccia di malta i politici correnti, di destra e sinistra, continuano a sbattere in faccia ai cittadini la loro arroganza, supponenza e demagogia, nell’imporre un superstato europeo che nessuno vuole? La gran fretta della ratifica di un trattato illeggibile e inaccessibile al cittadino medio, dentro le camere parlamentari (di nascosto), la assoluta mancanza di informazione da parte dei media maggioritari (giornali e tv) sui contenui del trattato di lisbona, sono solo sintomi di un male che nessuno ha il coraggio di diagnosticare: soppressione e annullamento della democrazia.

Questo despotismo europeo è infarcito di demagogia e paternalismo (gli irlandesi avrebbero dovuto votare perché l’europa li ha aiutati a rimpiazzare James Joyce con i SUV 4×4).

C’è un assoluto disprezzo per la voce dei cittadini: “Per cominciare, non credo che il referendum sia lo strumento adatto per decidere in materia di trattati internazionali“. Domanda: e perché mai i cittadini non possono pronunciarsi e scegliere sul loro futuro? Perché si suppone che poveretti non abbiano le capacità di capire e comprendere cosa sia meglio per loro?

Si paventano sistemi truffa per forzare le scelte: “Et si en somme, le veto s’appliquait aux bloqueurs et non pas aux bloqués, comme dans une démocratie ?” (=’e se, insomma, il veto si applicasse ai ‘bloccatori’ e non a chi viene bloccato, come in una vera democrazia’ !?); Domanda: si vorrebbe forse impedire il diritto di veto ad un paese perché altrimenti si blocca il processo di europeizzazione forzata di tutti gli altri?!

E ancora: “Il sistema del referendum nazionale può consentire ad una minoranza di prevalere rispetto agli orientamenti della maggioranza dei cittadini“. Domanda:  dove sta scritto che la maggioranza dei cittadini europei vuole questo processo a tappe forzate? Perché non si procede ai referendum in *tutti i paesi* dell’unione? 

Altra cosa sarebbe prevedere una consultazione collettiva di tutti i Paesi nella quale si manifesti limpidamente la volontà maggioritaria degli europei. C’è una leadership politica europea che abbia il coraggio muovere in questa direzione?Domanda: ma se non c’è questa leadership politica che *abbia il coraggio di esporsi* all’opinione della cittadinanza, allora gli attuali leader perché non se ne vanno a casa?

Il punto è che ogni volta che i cittadini hanno avuto la possibilità di pronunciarsi su tali questioni, la risposta è stata NO; Le ratifiche parlamentari, fatte alla chetichella servono molto probabilmente, ad evitare questo. E questa NON E’ democrazia, è imposizione.

Prova ne siano le forme di coercizione immaginabili, attraverso le quali si potrebbe scavalcare il voto irlandese:

1. far ripetere il voto ad libitum fino a che il risultato non è in linea con i desideri dell’europolitburo; 

2. adattarsi od essere buttati fuori dall’unione (bell’affare, adottare l’euro, delegare la sovranità monetaria ad una banca centrale europea, e poi essere buttati fuori a calci; ma forse l’unione monetaria che precede l’unione politica non è un caso);

3. formulare un quesito refendario truffaldino, per costringere i votanti ad un SI.

Il *garante della repubblica e costituzione italiana* (così come il partito ‘democratico’) dovrebbe  preoccuparsi della direttiva europea settimana lavorativa a 65 ore, proposta dalla commissione; e tenere a mente che non si fa l’europa con la stessa filosofia con la quale si ‘esporta la democrazia’.

E detto fra noi, l’inghilterra non ha ancora ratificato il trattato: fortunatamente, esiste ancora qualche spazietto per la DEMOcrazia.

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