Pena di morte

La depressione spalanca gli occhi di fronte alle affermazioni di Giulietto Chiesa: “Si scoprirebbe che questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia e non solo in casa nostra, è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. Certo non si vede a occhio nudo, ma quei drappelli di cui sopra ce l’hanno rimessa. Con tutte le cautele del caso, naturalmente, in “protocolli aggiuntivi”, in “allegati”, che però da qualche parte sono dichiarati “parte costituente dei trattati” e quindi hanno valore vincolante per tutti […] La morte, cioè l’uccisione nella pubblica via, “non viola” i principi se “è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario” (art. 2, paragrado 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo “in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”. O per “eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta“.

Ma se Chiesa è un eurodeputato, forse ne saprà qualcosa…ma avrà ragione?

Diritto alla vita, Articolo n. 2 della Carta dei Diritti Fondamentali europea:

1. Ogni persona ha diritto alla vita.  2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato. 

Sembrerebbe di no….forse Chiesa si sbaglia…..ehi! Un attimo,  c’è un allegato alla carta, che si chiama  “Spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali”. Allora, vediamo che dice la spiegazione sull”articolo 2:

Le disposizioni dell’articolo 2 della Carta corrispondono a quelle degli articoli summenzionati della CEDU e del protocollo addizionale e, ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno significato e portata identici. Per tanto le definizioni «negative» che figurano nella CEDU devono essere considerate come presenti anche nella Carta

a) articolo 2, paragrafo 2 della CEDU: «La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: 

a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale; 

b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; 

c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione» 

Capperi, Giulietto Chiesa ha ragione….. la pena di morte sembra rientrare dalla finestra..in caso di …sommossa o insurrezione??? Insomma, come ai tempi del Radetzky?

Ma cosa dice la costituzione italiana in merito? Dall’ articolo 27: “Non è ammessa la pena di morte”.

La marcetta del Radetsky è d’obbligo.

Buona europa a tutti!!!!!

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