Stasera la depressione ha fatto una ricerca sul testo che elenca i diritti fondamentali dell’unione europea, ha cercato alcune parole chiave che figurano nella costituzione italiana. Vediamo alcune differenze.

1. diritto al libero pensiero e sua espressione.

Articolo #10. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osser vanza dei riti. Articolo #11: Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati. 

Non torna qualcosa…. L’articolo 11 dice che si ha diritto alla libera espressione, avere opinioni (e ci mancherebbe) e ‘ricevere e comunicare informazioni ed idee’ …nel testo inglese, si legge ‘impart’, un verbo un po’ elusivo. L’articolo #21 della costituzione italiana dice esplicitamente che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Insomma, fa chiaro riferimento ai mezzi, ai modi. Inoltre, mentre la costituzione italiana fa riferimento pure alla censura: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” la carta non vi fa riferimento, affermando in termini generici che: “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”. 

2. diritto all’istruzione.

Articolo 14: 1. Ogni persona ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua. 2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria. [nel testo inglese: this right includes the possibility to receive free compulsory education].

Quindi, si ha la ‘facoltà’ (la ‘possibilità’ nel testo inglese) di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria…insomma, la scuola obbligatoria gratuita non è un dato di fatto, ma facoltativo.  Eppure i costituenti italiani nell’articolo 34 avevano scritto che : “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.” Ci potrebbero essere delle sorprese nel futuro della nostra maltrattata scuola pubblica (e gratuita).

3. diritto alla salute.

Articolo 35. Ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana. 

Ecco, la salute per se non sembra essere un diritto, infatti il titoletto dell’articolo 35 è “Protezione della salute”. Si evince che il cittadino europeo ha diritto di accedere alle cure mediche, ma non è chiaro su quali siano le modalità con le quali queste cure vengono offerte. L’articolo 32 della costituzione italiana, invece, recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Cure gratuite garantite dalla repubblica. Se qualcuno spera nelle polizze private, forse dovrebbe vedersi il film Sicko.

4. diritto al lavoro.

Articolo 15. 1. Ogni persona ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata. 2. Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare  servizi in qualunque Stato membro. 3. I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell’Unione. 

Ok, in europa si ha il diritto di lavorare, esercitando una professione scelta o accettata (accettata? strana terminologia..anche nel testo inglese la dicitura è: “accepted occupation“). La costituzione italiana si esprime in modo diverso nell’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto“. Insomma, il diritto non sta nel lavorare ma nell’accesso al lavoro. E questa pare una differenza mica da poco. Continua l’articolo 4 della costituzione italiana: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Quindi non una professione “accettata”, ma un’attività che sia compatibile con le proprie possibilità e scelte. E’ ben diverso. Ancora, l’articolo 35 della costituzione italiana dice che: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni“. L’articolo 1, dice che l’italia è una repubblica democratica  fondata sul lavoro.

5. Condizioni di lavoro.

1. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. 2. Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite. 

Non pare ci siano menzioni sul cosa garantisca condizioni dignitose di lavoro; dettaglio che invece viene stabilito nell’articolo 36 della costituzione italiana, che dice: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”

“Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro” dice l’articolo europeo. E infatti, una nuova direttiva UE ci dice che il tetto massimo delle ore lavorative settimanali, è 60 ore.

Ora, alla fine di questa piccola carrellata, è lecito chiedersi se il garante della costituzione italiana non trovi nessuna obiezione all’applicazione della carta dei principi fondamentali legata al trattato di lisbona. E’ pure lecito chiedersi  quale sia la relazione fra 60 ore di lavoro settimanali ed i commenti (giusti) sulle morti bianche che affliggono l’italia. Quali possono essere le tutele di operaio che sta sulle impalcature per 60 ore a settimana? O quelle di un infermiere? E come si conciliano tempi di lavoro di 60 ore settimanali con il diritto ad avere una famiglia e prendersi cura dei propri figli? 

Strano ma vero, la carta dei principi fondamentali detta anche il modo con la quale la suddetta carta deve essere interpretata, anzi, come non deve essere interpretata: “Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell’Unione, dal diritto internazionale, dalle convenzioni internazionali delle quali l’Unione o tutti gli Stati membri sono parti, in particolare dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, e dalle costituzioni degli Stati membri

Libertà dell’ossimoro. A chi legge il giudizio.

 

Morale

E’ probabile che ci siano diverse motivazioni alla base del no al trattato di la Lega ed esponenti di sinistra

 

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