June 2008


Notizie per confondere le idee:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2008/06/banca-italia-draghi-trichet.shtml?uuid=7edb379c-4468-11dd-aa73-095020f2855c&DocRulesView=Libero

Notizie per schiarire le idee:

http://www.telegraph.co.uk/money/main.jhtml?view=DETAILS&grid=A1YourView&xml=/money/2008/06/27/cnbarclays127.xml

Ma tu guarda se per capire cosa cavolo stanno facendo gli stregoni stampamoneta (e le lordissime conseguenze che questi provocheranno) uno deve leggere il telegraph. 

Vediamo quanto ci mettono in quel del sud europa a dire che la colpa e’ di fed e bce. economisti dei miei stivali. et fiat.

ps. http://ideashaveconsequences.org/bce-perversione-strutturata/leo#more-205

pps. http://www.giornalettismo.com/archives/1127/diumvirato-monetario-e-grattacapi-per-la-fed/

Come ogni domenica il direttore ha fatto il suo commento sulla triste situazione italiana, non mancando di lanciare strali contro l’attuale governo, il suo populismo, la sua approssimazione, il cipiglio con cui difende i poteri e gli interessi del potente di turno. Come stupirsi? Ce lo aspettavamo tutti, sicuro come la morte, che berlusconi avrebbe prima di tutto difeso i suoi interessi, i suoi processi, il suo capitale. C’è una certa coerenza in tutto questo, niente di nuovo sotto il sole.

Quello che il direttore non dice, è come dovrebbe essere fronteggiata la situazione economica; anzi, un po’ lo dice: “puntato sulla liberalizzazione di alcuni servizi locali già predisposta dalla Lanzillotta.” Esattamente quello che vuole questa europa nello spirito di lisbona e l’onnipotente BCE: tenere bassi i salari, tagliare le spese, smantellare lo stato sociale, privatizzare i servizi e i beni di pubblica utilità, come l’acqua ad esempio.

Quale vantaggio possano trarne le fasce deboli da questa schifezza, il direttore si guarda bene dal dirlo. Ce l’ha detto la Gabanelli, un po’ di tempo fa: la prendono in saccoccia, pagheranno più salato per servizi più scadenti, monopolizzati da grandi gruppi senza scrupoli, che non esiteranno a proibire la raccolta di acqua piovana. E’ la legge del mercato neoliberista: va garantito il monopolio delle risorse al potente gruppo privato che gestisce queste risorse, pena la morte.

Quello che il direttore non dice è che il carrozzone delle province e delle comunità montane, la cui abolizione era stata anticipata dal ministro, non ci sarà più: i milioni di euro che gravano sul debito pubblico che servono per pagare gli incompetenti amministratori locali o delle partecipate (quelle che poi gestiscono i servizi) e nominati su base politica, che gli italiani pagano di tasca loro; quelli resteranno li’ dove sono, per soddisfare le esigenze di spartizione di soldi e potere dei partiti di destra e sinistra, la casta inefficiente e parassita; mentre i tagli alle regioni graveranno anch’essi proprio sui servizi al cittadino, sulla sanità. Anche questo il direttore non dice.

E non dice nemmeno che il ministro (definito pro-dittatore) difende gli interessidei suoi elettori naturali, il popolo degli autonomi e delle partitie iva, dei commercialisti, che continueranno a pagare meno tasse e forse ad evadere di più, tenendosi il loro gruzzoletto al riparo della falce fiscale, tanto cara a padoa schioppa (quello che diceva che era bello pagare le tasse, basta che le paghino gli altri). 

l direttore non dice nemmeno che è oltraggioso ribadire che le tasse imposte ai grandi capitali verranno naturalmente scontate dai consumatori finali: “gli analisti avvertono che le compagnie petrolifere potrebbero cercare di compensare la tassa aumentando i prezzi, azzerando il beneficio per le famiglie povere“. Un ricatto: se ci tassate, aumentiamo i prezzi. Non si preccupi troppo la signorina che parla a nome di uno dei bulldog del capitalismo, i soldi per gli investimenti le banche le danno a gratis ai capitani coraggiosi di turno, scaricando come sempre su pantalone.

Quello che il direttore non dice è che per le fasce deboli, quelle a reddito fisso, i precari ed i pensionati, non c’è scelta: essere tartassati comunque, a prescindere che ne traggano profitto i banchieri ed i grandi capitali, oppure il vicino di casa libero professionista. 

Giura suoi figli il direttore, come non troppo tempo fa pure ha fatto berlusconi, questo la dice lunga sul suo giurare.

Giuri, giuri, pure e speri (tendo le mani sui suoi gioielli) che non si scatenino i finanzieri incazzati, a punire l’italia del robin hood, anche se è un robin hood di pura facciata. In politca e finanza, come dappertutto, non contano solo i fatti, conta anche il messaggio che si dà, conta l’immagine.

Del resto qualche minaccia l’aveva già annunciata il FT: “So the message to Tremonti must be: Giulio, wear those braces if you must, but we can’t let the serpent’s egg of protectionism grow to full size“. Forse, forse, dovremmo aspettarci questo? Cavoli amari per l’italia, un tracollo finanziario provocato speculazioni con fini di ricatto e punizione. e forse è questo quello che pensa il direttore mentre giura?

Si rassicuri comunque, che gli italiani non sono tutti impegnati a fare le vacanze a debito, spaventati del nuovo, i poverini, incapaci di vedere la realtà. La realtà che il direttore non dice, è sotto gli occhi di molti, che tutto cambi affinché tutto resti com’è, è la verità del principe fabrizio. E molti di più ne sarebbero consapevoli se solo qualche coraggioso giornalista si decidesse a vedere, sentire, e soprattutto parlare. 

Quindi giuri sui figli di risparmiarci almeno il paternalismo. Non è solo fuori luogo, è di cattivo gusto

 

Con quale faccia di malta i politici correnti, di destra e sinistra, continuano a sbattere in faccia ai cittadini la loro arroganza, supponenza e demagogia, nell’imporre un superstato europeo che nessuno vuole? La gran fretta della ratifica di un trattato illeggibile e inaccessibile al cittadino medio, dentro le camere parlamentari (di nascosto), la assoluta mancanza di informazione da parte dei media maggioritari (giornali e tv) sui contenui del trattato di lisbona, sono solo sintomi di un male che nessuno ha il coraggio di diagnosticare: soppressione e annullamento della democrazia.

Questo despotismo europeo è infarcito di demagogia e paternalismo (gli irlandesi avrebbero dovuto votare perché l’europa li ha aiutati a rimpiazzare James Joyce con i SUV 4×4).

C’è un assoluto disprezzo per la voce dei cittadini: “Per cominciare, non credo che il referendum sia lo strumento adatto per decidere in materia di trattati internazionali“. Domanda: e perché mai i cittadini non possono pronunciarsi e scegliere sul loro futuro? Perché si suppone che poveretti non abbiano le capacità di capire e comprendere cosa sia meglio per loro?

Si paventano sistemi truffa per forzare le scelte: “Et si en somme, le veto s’appliquait aux bloqueurs et non pas aux bloqués, comme dans une démocratie ?” (=’e se, insomma, il veto si applicasse ai ‘bloccatori’ e non a chi viene bloccato, come in una vera democrazia’ !?); Domanda: si vorrebbe forse impedire il diritto di veto ad un paese perché altrimenti si blocca il processo di europeizzazione forzata di tutti gli altri?!

E ancora: “Il sistema del referendum nazionale può consentire ad una minoranza di prevalere rispetto agli orientamenti della maggioranza dei cittadini“. Domanda:  dove sta scritto che la maggioranza dei cittadini europei vuole questo processo a tappe forzate? Perché non si procede ai referendum in *tutti i paesi* dell’unione? 

Altra cosa sarebbe prevedere una consultazione collettiva di tutti i Paesi nella quale si manifesti limpidamente la volontà maggioritaria degli europei. C’è una leadership politica europea che abbia il coraggio muovere in questa direzione?Domanda: ma se non c’è questa leadership politica che *abbia il coraggio di esporsi* all’opinione della cittadinanza, allora gli attuali leader perché non se ne vanno a casa?

Il punto è che ogni volta che i cittadini hanno avuto la possibilità di pronunciarsi su tali questioni, la risposta è stata NO; Le ratifiche parlamentari, fatte alla chetichella servono molto probabilmente, ad evitare questo. E questa NON E’ democrazia, è imposizione.

Prova ne siano le forme di coercizione immaginabili, attraverso le quali si potrebbe scavalcare il voto irlandese:

1. far ripetere il voto ad libitum fino a che il risultato non è in linea con i desideri dell’europolitburo; 

2. adattarsi od essere buttati fuori dall’unione (bell’affare, adottare l’euro, delegare la sovranità monetaria ad una banca centrale europea, e poi essere buttati fuori a calci; ma forse l’unione monetaria che precede l’unione politica non è un caso);

3. formulare un quesito refendario truffaldino, per costringere i votanti ad un SI.

Il *garante della repubblica e costituzione italiana* (così come il partito ‘democratico’) dovrebbe  preoccuparsi della direttiva europea settimana lavorativa a 65 ore, proposta dalla commissione; e tenere a mente che non si fa l’europa con la stessa filosofia con la quale si ‘esporta la democrazia’.

E detto fra noi, l’inghilterra non ha ancora ratificato il trattato: fortunatamente, esiste ancora qualche spazietto per la DEMOcrazia.

Da repubblica.it: “VELTRONI: “SALVA-PREMIER COLPISCE RUOLO DI GARANZIA DEL QUIRINALE”

Garanzia di cosa?

 

Erroneamente la depressione aveva inserito nel post sul petrolio il link di un post che un lettore poco attento aveva spedito a giulietto chiesa (qui). In seguito un altro lettore (si immagina) ha rifatto i conti, ed i conti non tornavano più, quindi ha informato chiesa dell’errore. Il fatto è che il prezzo del barile nel 2000 non era 60 dollari, ma 28.

Qui un un bel lavoro su prezzo del barile, benzina alla pompa ed altre considerazioni illuminanti.

Ci stanno fregando.

 

Pena di morte

La depressione spalanca gli occhi di fronte alle affermazioni di Giulietto Chiesa: “Si scoprirebbe che questo Trattato, per fortuna nostra per ora respinto, reintroduce la pena di morte. Quella che in Italia e non solo in casa nostra, è stata da tempo cancellata come ipotesi giuridicamente accettabile. Certo non si vede a occhio nudo, ma quei drappelli di cui sopra ce l’hanno rimessa. Con tutte le cautele del caso, naturalmente, in “protocolli aggiuntivi”, in “allegati”, che però da qualche parte sono dichiarati “parte costituente dei trattati” e quindi hanno valore vincolante per tutti […] La morte, cioè l’uccisione nella pubblica via, “non viola” i principi se “è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario” (art. 2, paragrado 2 della Carta dei Diritti Fondamentali). E cioè quando? Quando si stia reprimendo “in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione”. O per “eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta“.

Ma se Chiesa è un eurodeputato, forse ne saprà qualcosa…ma avrà ragione?

Diritto alla vita, Articolo n. 2 della Carta dei Diritti Fondamentali europea:

1. Ogni persona ha diritto alla vita.  2. Nessuno può essere condannato alla pena di morte, né giustiziato. 

Sembrerebbe di no….forse Chiesa si sbaglia…..ehi! Un attimo,  c’è un allegato alla carta, che si chiama  “Spiegazioni relative alla Carta dei diritti fondamentali”. Allora, vediamo che dice la spiegazione sull”articolo 2:

Le disposizioni dell’articolo 2 della Carta corrispondono a quelle degli articoli summenzionati della CEDU e del protocollo addizionale e, ai sensi dell’articolo 52, paragrafo 3 della Carta, hanno significato e portata identici. Per tanto le definizioni «negative» che figurano nella CEDU devono essere considerate come presenti anche nella Carta

a) articolo 2, paragrafo 2 della CEDU: «La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se è il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario: 

a) per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale; 

b) per eseguire un arresto regolare o per impedire l’evasione di una persona regolarmente detenuta; 

c) per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o un’insurrezione» 

Capperi, Giulietto Chiesa ha ragione….. la pena di morte sembra rientrare dalla finestra..in caso di …sommossa o insurrezione??? Insomma, come ai tempi del Radetzky?

Ma cosa dice la costituzione italiana in merito? Dall’ articolo 27: “Non è ammessa la pena di morte”.

La marcetta del Radetsky è d’obbligo.

Buona europa a tutti!!!!!

Stasera la depressione ha fatto una ricerca sul testo che elenca i diritti fondamentali dell’unione europea, ha cercato alcune parole chiave che figurano nella costituzione italiana. Vediamo alcune differenze.

1. diritto al libero pensiero e sua espressione.

Articolo #10. Ogni persona ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione. Tale diritto include la libertà di cambiare religione o convinzione, così come la libertà di manifestare la propria religione o la propria convinzione individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, l’insegnamento, le pratiche e l’osser vanza dei riti. Articolo #11: Ogni persona ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera. 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati. 

Non torna qualcosa…. L’articolo 11 dice che si ha diritto alla libera espressione, avere opinioni (e ci mancherebbe) e ‘ricevere e comunicare informazioni ed idee’ …nel testo inglese, si legge ‘impart’, un verbo un po’ elusivo. L’articolo #21 della costituzione italiana dice esplicitamente che: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.” Insomma, fa chiaro riferimento ai mezzi, ai modi. Inoltre, mentre la costituzione italiana fa riferimento pure alla censura: “La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” la carta non vi fa riferimento, affermando in termini generici che: “La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati”. 

2. diritto all’istruzione.

Articolo 14: 1. Ogni persona ha diritto all’istruzione e all’accesso alla formazione professionale e continua. 2. Questo diritto comporta la facoltà di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria. [nel testo inglese: this right includes the possibility to receive free compulsory education].

Quindi, si ha la ‘facoltà’ (la ‘possibilità’ nel testo inglese) di accedere gratuitamente all’istruzione obbligatoria…insomma, la scuola obbligatoria gratuita non è un dato di fatto, ma facoltativo.  Eppure i costituenti italiani nell’articolo 34 avevano scritto che : “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.” Ci potrebbero essere delle sorprese nel futuro della nostra maltrattata scuola pubblica (e gratuita).

3. diritto alla salute.

Articolo 35. Ogni persona ha il diritto di accedere alla prevenzione sanitaria e di ottenere cure mediche alle condizioni stabilite dalle legislazioni e prassi nazionali. Nella definizione e nell’attuazione di tutte le politiche ed attività dell’Unione è garantito un livello elevato di protezione della salute umana. 

Ecco, la salute per se non sembra essere un diritto, infatti il titoletto dell’articolo 35 è “Protezione della salute”. Si evince che il cittadino europeo ha diritto di accedere alle cure mediche, ma non è chiaro su quali siano le modalità con le quali queste cure vengono offerte. L’articolo 32 della costituzione italiana, invece, recita: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Cure gratuite garantite dalla repubblica. Se qualcuno spera nelle polizze private, forse dovrebbe vedersi il film Sicko.

4. diritto al lavoro.

Articolo 15. 1. Ogni persona ha il diritto di lavorare e di esercitare una professione liberamente scelta o accettata. 2. Ogni cittadino dell’Unione ha la libertà di cercare un lavoro, di lavorare, di stabilirsi o di prestare  servizi in qualunque Stato membro. 3. I cittadini dei paesi terzi che sono autorizzati a lavorare nel territorio degli Stati membri hanno diritto a condizioni di lavoro equivalenti a quelle di cui godono i cittadini dell’Unione. 

Ok, in europa si ha il diritto di lavorare, esercitando una professione scelta o accettata (accettata? strana terminologia..anche nel testo inglese la dicitura è: “accepted occupation“). La costituzione italiana si esprime in modo diverso nell’articolo 4: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto“. Insomma, il diritto non sta nel lavorare ma nell’accesso al lavoro. E questa pare una differenza mica da poco. Continua l’articolo 4 della costituzione italiana: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Quindi non una professione “accettata”, ma un’attività che sia compatibile con le proprie possibilità e scelte. E’ ben diverso. Ancora, l’articolo 35 della costituzione italiana dice che: “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni“. L’articolo 1, dice che l’italia è una repubblica democratica  fondata sul lavoro.

5. Condizioni di lavoro.

1. Ogni lavoratore ha diritto a condizioni di lavoro sane, sicure e dignitose. 2. Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro, a periodi di riposo giornalieri e settimanali e a ferie annuali retribuite. 

Non pare ci siano menzioni sul cosa garantisca condizioni dignitose di lavoro; dettaglio che invece viene stabilito nell’articolo 36 della costituzione italiana, che dice: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa. La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”

“Ogni lavoratore ha diritto a una limitazione della durata massima del lavoro” dice l’articolo europeo. E infatti, una nuova direttiva UE ci dice che il tetto massimo delle ore lavorative settimanali, è 60 ore.

Ora, alla fine di questa piccola carrellata, è lecito chiedersi se il garante della costituzione italiana non trovi nessuna obiezione all’applicazione della carta dei principi fondamentali legata al trattato di lisbona. E’ pure lecito chiedersi  quale sia la relazione fra 60 ore di lavoro settimanali ed i commenti (giusti) sulle morti bianche che affliggono l’italia. Quali possono essere le tutele di operaio che sta sulle impalcature per 60 ore a settimana? O quelle di un infermiere? E come si conciliano tempi di lavoro di 60 ore settimanali con il diritto ad avere una famiglia e prendersi cura dei propri figli? 

Strano ma vero, la carta dei principi fondamentali detta anche il modo con la quale la suddetta carta deve essere interpretata, anzi, come non deve essere interpretata: “Nessuna disposizione della presente Carta deve essere interpretata come limitativa o lesiva dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali riconosciuti, nel rispettivo ambito di applicazione, dal diritto dell’Unione, dal diritto internazionale, dalle convenzioni internazionali delle quali l’Unione o tutti gli Stati membri sono parti, in particolare dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali, e dalle costituzioni degli Stati membri

Libertà dell’ossimoro. A chi legge il giudizio.

 

Morale

E’ probabile che ci siano diverse motivazioni alla base del no al trattato di la Lega ed esponenti di sinistra

 

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