Incollo qui una riflessione interessante, che ho trovato sul blog: http://mcarpielli.wordpress.com, si intitola: La crescita economica risolverà il problema della povertà e fame nel mondo; rende benissimo ed in modo semplice un concetto molto semplice: l’idea che la crescita equivalga a maggiore ricchezza. Equivale a maggiore a ricchezza, ma per pochi. Ecco il post:

A mio avviso in questa fase dell’economia la crescita economica danneggia i poveri.

Si veda il prezzo dei cereali in crescita, vista questa supposta maggior domanda per l’uso per far correre le automobili e per alimentare le stufe (ohimé, vendono stuf a mais da noi): visto che la teoria economica dice che minore è il reddito di una persona maggiore è l’incidenza sul reddito della spesa in alimentari è ovvio come la crescita del prezzo degli alimentari penalizzerà proprio i poveri.

Questo lo sappiamo tutti, almeno l’onestà mentale di ammetterlo.

Anche noi stessi stiamo sperimentando, si vedano le risultanze dell’istat, come la maggiore crescita la debbano pagare i più poveri, precarietà, minori ferie per chi lavora, minori permessi, minore retribuzione per tutti in futuro, se continua così, e maggiori prezzi dell’alimentare, ma se mangiamo di meno, avremo meno malattie almeno, noi che nuotiamo nell’abbondanza.

Anche sulla crescita economica: pensavo a quell’esperimento dei moscerini nella damigiana chiusa, nel tempo raggiungono quota 100, poi esauriscono tutte le risorse, muoiono quasi tutti, poi la popolazione si stabilizza su 50. Perché la damigiana chiusa è un ambiente chiuso come è il pianeta terra.

Chiudo questo post con un pensiero di speranza, ieri ho visto un documentario sulla valle della morte negli Stati Uniti, in un ambiente arido dove non piove mai con temperature anche di 60 gradi, vivono tantissimi animali, rettili, coyote, uccelli, l’uomo no, mi consola pensare che un giorno le mie tartarughe popoleranno ugualmente la terra.

Aggiungerei pure che nemmeno la capacità di risparmio salva da questa corsa verso il tracollo economico, perché l’inflazione si sta mangiando a gran bocconi pure quello che pochi fortunati riescono a mettersi da parte. 

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