Nel centro Italia si dice sporco come un bastone da pollaio. Giustamente i polli sporcano, e magari sono pure sporchi loro, sempre a razzolare nelle loro cacchette.

Non c’è da preoccuparsi, ci ha hanno pensato i lobbisti che allungano le mazzette in quel di Bruxelles a porre rimedio: “La Commissione europea ha approvato, oggi a Bruxelles, una proposta di regolamento in base alla quale cadrà il divieto di importazione del pollo Usa trattato con antimicrobici finora proibiti nell’Ue (alcuni dei quali di composizione simile alla varechina).Il regolamento […] che dovrà essere approvato dai rappresentanti dei Ventisette in seno al Comitato Ue per la catena alimentare, prevede che lo stesso trattamento antimicrobico possa essere applicato anche dai produttori comunitari

Non solo, già nel 2003 repubblica.it ci informava di strani movimenti intorno ai cibi. Ad esempio all’irradiazione di cibi, che consente di farli durare molto di più. Dice repubblica:

“Ma perché caricare un cibo di radiazioni? Semplice, per eliminare eventuali contaminazioni (ma non virus resistenti come i superbatteri), e per rallentare i processi di maturazione, aumentando la conservabilità, spesso compromessa da una «filiera» mal gestita dal punto di vista della salubrità. Non a caso, tra i più caldi sostenitori dell’ utilizzo di Cesio e Cobalto ci sono le grandi industrie americane della carne, che «pagano» l’ adozione di catene di produzione sempre più veloci, il numero sempre minore di controlli e l’ utilizzo di personale poco specializzato (per ridurre i costi) in termini di cattiva igiene. Altra scappatoia, quella del «riciclo» di merce avariata, pratica in cui qualche anno fa erano diventati esperti alcuni operatori olandesi («Dutching»), bravissimi nel comprare a prezzi stracciati la frutta più o meno marcia e trasformarla in marmellata da vendere in vasetto dopo averla irraggiata.” L’articolo era di Giugno 2003. Come è andata a finire?

repubblica non lo dice, lo dice la FAO nel suo sito: “The Commission also adopted a new standard for irradiated foods that accepts higher levels of radiation on food products. Food is irradiated to make it safe for longer periods of time. The process, which uses gamma ray irradiation, kills bacteria, increasing the food products’ shelf life.

Traduzione: più alti livelli di irradiazioni (ripeto IRRADIAZIONI) autorizzate sul cibo per aumentarne la durata. Ri-traduzione: ricicliamo roba marcia, e ve la rivendiamo.

Il segretario della famigerata commisisone Codex Alimentarius (qui e qui), ha pure la faccia di malta di dichiarare che questo è un bene per i consumatori, perché significa livelli più alti di sicurezza nel cibo!

Il pomodoro irradiato non lo vogliamo mangiare? Poco male, potremo sempre buttare giù un po’ di vitamina C per compensare…..No belli, l’attacco di Codex prosegue contro integratori alimentari, prodotti naturali, e….VITAMINE!!!!!.

Dire ciao ciao al proprio erborista

Mediate gente, mediate

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