May 2008


Notizia di rainews24.it:

Susan Sarandon: “Emigro in Italia se vince McCain”

Susan Sarandon, attrice, attivista democratica, promette di emigrare in Italia o in Canada qualora alle prossime presidenziali vincera’ il repubblicano John McCain. “E’ un momento cruciale – ha detto al tabloid New York Post – ma io ho fiducia nel popolo americano”.

Forse Susan Sarandon non è bene informata sull’Italia; altrimenti ci avrebbe pensato sopra prima di fare un’uscita del genere. Le consigliamo le Andamane o la foresta amazzonica, salvo tsunami e disboscamento, forse li’ si può ancora vivere.

ps. Leggo un articolo su repubblica.it , scritto da massimo giannini, e mi si rizzano i capelli in testa mentre il cuore piange.

Giannini definisce la federal reserve “mitica” (sic). Mitica si, soprattutto dopo i favolosi risultati che ha prodotto sul dollaro (c’è chi parla di carta straccia) e sull’economia americana (in recessione); poi, propone come ricetta risolutive alla crisi una serie di misure generali che non hanno nulla di realistico. 

Ad esempio (cito): Vigilanza sui mercati, nella filiera che va dal produttore al consumatore. Interventi fiscali su prezzi di beni specifici e tariffe non più amministrate.

Non capisco cosa voglia dire vigilanza. Vuole forse dire stare a guardare le speculazioni che operano i distributori ed i commercianti?  Ricordiamoci del fornaio di Padova che aveva deciso di abbassare il prezzo il pane, poi messo sotto tiro dalle associazioni di categoria, le quali se stanno zitte zitte ed evitano i commenti mentre vedono crescere i profitti.

Senza parlare delle regolamentazioni europee che stabiliscono quote alla produzione di questo e quello, prodotti agricoli, e latte (in tempi di crisi alimentari, reali e speculativi che siano) l’unione europea finanzia con i nostri soldi la non produzione. E noi stiamo a gurdare.

Senza parlare delle speculazioni di borsa che, scommettendo su crisi globali ‘future’ delle materie prime, fa crescere i prezzi delle richiestissime granaglie, acqua, e petrolio anche prima della crisi da tracollo. Una profezia che si autoavvera: scommetto che il prezzo del petrolio salirà a 200 dollari, ed ecco che tutti si fiondano a comprare … col dollaro basso poi… 

E poi, prosegue giannini, altra misura per fronteggiare la crisi sarebbe (cito): Iniezioni massicce di liberalizzazione nei settori protetti.

Ma quali sono i settori protetti? A cosa si riferisce? Forse ai taxi di roma? O forse ai farmaci? O forse ancora alla benzina? L’abbiamo visto il risultato delle “liberalizzazioni” di bersani. E poi, che si sappia, il mercato non è libero per niente.

Un mercato libero non fissa quote di produzione, non fissa prezzi minimi, non impone ai consumatori (come fa l’unione europea) cosa sia permesso consumare ed in che misura, non favorisce le concentrazioni ed i monopoli, ed infine non usa i soldi dei contribuenti per finanziare giornali che fanno informazione discutibile.

http://www.soldiblog.it/post/1293/casa-e-alimenti-una-brutta-annata

Incollo qui una riflessione interessante, che ho trovato sul blog: http://mcarpielli.wordpress.com, si intitola: La crescita economica risolverà il problema della povertà e fame nel mondo; rende benissimo ed in modo semplice un concetto molto semplice: l’idea che la crescita equivalga a maggiore ricchezza. Equivale a maggiore a ricchezza, ma per pochi. Ecco il post:

A mio avviso in questa fase dell’economia la crescita economica danneggia i poveri.

Si veda il prezzo dei cereali in crescita, vista questa supposta maggior domanda per l’uso per far correre le automobili e per alimentare le stufe (ohimé, vendono stuf a mais da noi): visto che la teoria economica dice che minore è il reddito di una persona maggiore è l’incidenza sul reddito della spesa in alimentari è ovvio come la crescita del prezzo degli alimentari penalizzerà proprio i poveri.

Questo lo sappiamo tutti, almeno l’onestà mentale di ammetterlo.

Anche noi stessi stiamo sperimentando, si vedano le risultanze dell’istat, come la maggiore crescita la debbano pagare i più poveri, precarietà, minori ferie per chi lavora, minori permessi, minore retribuzione per tutti in futuro, se continua così, e maggiori prezzi dell’alimentare, ma se mangiamo di meno, avremo meno malattie almeno, noi che nuotiamo nell’abbondanza.

Anche sulla crescita economica: pensavo a quell’esperimento dei moscerini nella damigiana chiusa, nel tempo raggiungono quota 100, poi esauriscono tutte le risorse, muoiono quasi tutti, poi la popolazione si stabilizza su 50. Perché la damigiana chiusa è un ambiente chiuso come è il pianeta terra.

Chiudo questo post con un pensiero di speranza, ieri ho visto un documentario sulla valle della morte negli Stati Uniti, in un ambiente arido dove non piove mai con temperature anche di 60 gradi, vivono tantissimi animali, rettili, coyote, uccelli, l’uomo no, mi consola pensare che un giorno le mie tartarughe popoleranno ugualmente la terra.

Aggiungerei pure che nemmeno la capacità di risparmio salva da questa corsa verso il tracollo economico, perché l’inflazione si sta mangiando a gran bocconi pure quello che pochi fortunati riescono a mettersi da parte. 

Stasera sono stanca, mi sono ripassata un sacco di fonti, informazioni, notizie. E’ una tragedia immane, staimo precipitando verso una tragedia senza possibilità di salvezza. E nessuno alza un dito. Dove sono i girotondi, i noglobal, gli ambientalisti? Dove sono tutti? Dove sono gli intellettuali, i pochi giornalisti rimasti liberi? Tutti a guardare il dito invece della luna.

Postare messaggi e update, postare video, non serve a niente se nessuno si muove. Ci sono problemi in vista molto, molto più grandi del gay pride, o di Scajola, o del parrucchino del primo ministro, e perfino della monnezza.

Stasera non ho voglia di scrivere perché se anche qualcuno leggesse, non cambierebbe niente.

Nel centro Italia si dice sporco come un bastone da pollaio. Giustamente i polli sporcano, e magari sono pure sporchi loro, sempre a razzolare nelle loro cacchette.

Non c’è da preoccuparsi, ci ha hanno pensato i lobbisti che allungano le mazzette in quel di Bruxelles a porre rimedio: “La Commissione europea ha approvato, oggi a Bruxelles, una proposta di regolamento in base alla quale cadrà il divieto di importazione del pollo Usa trattato con antimicrobici finora proibiti nell’Ue (alcuni dei quali di composizione simile alla varechina).Il regolamento […] che dovrà essere approvato dai rappresentanti dei Ventisette in seno al Comitato Ue per la catena alimentare, prevede che lo stesso trattamento antimicrobico possa essere applicato anche dai produttori comunitari

Non solo, già nel 2003 repubblica.it ci informava di strani movimenti intorno ai cibi. Ad esempio all’irradiazione di cibi, che consente di farli durare molto di più. Dice repubblica:

“Ma perché caricare un cibo di radiazioni? Semplice, per eliminare eventuali contaminazioni (ma non virus resistenti come i superbatteri), e per rallentare i processi di maturazione, aumentando la conservabilità, spesso compromessa da una «filiera» mal gestita dal punto di vista della salubrità. Non a caso, tra i più caldi sostenitori dell’ utilizzo di Cesio e Cobalto ci sono le grandi industrie americane della carne, che «pagano» l’ adozione di catene di produzione sempre più veloci, il numero sempre minore di controlli e l’ utilizzo di personale poco specializzato (per ridurre i costi) in termini di cattiva igiene. Altra scappatoia, quella del «riciclo» di merce avariata, pratica in cui qualche anno fa erano diventati esperti alcuni operatori olandesi («Dutching»), bravissimi nel comprare a prezzi stracciati la frutta più o meno marcia e trasformarla in marmellata da vendere in vasetto dopo averla irraggiata.” L’articolo era di Giugno 2003. Come è andata a finire?

repubblica non lo dice, lo dice la FAO nel suo sito: “The Commission also adopted a new standard for irradiated foods that accepts higher levels of radiation on food products. Food is irradiated to make it safe for longer periods of time. The process, which uses gamma ray irradiation, kills bacteria, increasing the food products’ shelf life.

Traduzione: più alti livelli di irradiazioni (ripeto IRRADIAZIONI) autorizzate sul cibo per aumentarne la durata. Ri-traduzione: ricicliamo roba marcia, e ve la rivendiamo.

Il segretario della famigerata commisisone Codex Alimentarius (qui e qui), ha pure la faccia di malta di dichiarare che questo è un bene per i consumatori, perché significa livelli più alti di sicurezza nel cibo!

Il pomodoro irradiato non lo vogliamo mangiare? Poco male, potremo sempre buttare giù un po’ di vitamina C per compensare…..No belli, l’attacco di Codex prosegue contro integratori alimentari, prodotti naturali, e….VITAMINE!!!!!.

Dire ciao ciao al proprio erborista

Mediate gente, mediate

Ho letto un articolo sul candidato repubblicano alla presidenza mccain. A quanto pare, questo signore si oppone ad una legge che si propone di espandere i benefit alla formazione per i veterani: “the bill would hurt military retention by 16 percent and be a disincentive for service members to become noncommissioned officers, which he called “the backbone of all the services.”” Insomma, se il veterano ha la possibilità di accedere ad un’educazione superiore, il numero di quelli disposti a restare nei corpi militari come semplici sottufficiali sarebbe ridotto. Il che, ovviamente, non conviene.

Sempre sul sito della cnn c’è un articolo collegato, in cui un reduce si lamenta del raggiro di cui è stato vittima, proprio su questa questione: “I didn’t come back to the education I was expecting”. Insomma, le testimonianze riferiscono che i reclutatori promettono mari e monti, però: “They kind of sell you a dream, You think you’re going to get all of this stuff, and in reality, you don’t get that. I just kind of believed what my recruiter told me, which is not the truth”. Tutto questo non è nemmeno una sorpresa, si era già visto nel film di michael moore come i reclutatori usino false promesse per attirare giovani reclute.

Ti comprano con un sogno, tu ci credi, ti vendi, ammazzi e ti fai ammazzare, ma se tanto tanto sopravvivi e torni, ti ritrovi in braghe di tela. Ma in Italia non va meglio, ammazzare e farsi ammazzare in Afghanistan o in Libano in Iraq, per pagare il mutuo della casa, o chissà cos’altro.

Stragi in affitto a basso costo, ma il Vaticano non è che gridi anatemi. Forse si sono scordati qualche comandamento, magari il quinto.

Intanto, si rivedono le regole di ingaggio, si promette maggior impegno.

Armiamoci e partite

 

Qualche tempo fa mi sono ritrovata in un albergo, all’estero. Guardando la televisione mi sono stupita di vedere (anzi rivedere) la nota pubblicità Enel con la musica dei Velvet, ma in lingua inglese.

Sono rimasta di sasso; pubblicità Enel in lingua inglese su BBC World! Capperi, noi Italians non badiamo a spese, chissà quanto è costata?! Stasera guardavo la pagina sulle elezioni americane, su cnn.com, e pure li’, una gif animata che, very lavish, in english, pubblicizza l’Enel: Lo slogan è “Some people call it discovery, we call it energy”.

Epperò, ma quanto cavolo spenderà l’Enel in pubblicità e marketing? “Starting from May 5th all over Europe, the new Enel campaign is based on the idea of representing what energy means to everyone“. Wow! ma la conquista di nuovi mercati ha un prezzo.

Da Wikipedia: “Le tariffe italiane, in alcuni casi, sono più care della media europea, anche perché il costo del kWh è raddoppiato rispetto al periodo precedente la liberalizzazione”.

Liberalizzare i profitti, socializzare le perdite?

Sempre da Wikipedia, nel 2007: “I ricavi ammontano a 43.673 miliardi di euro […]  l’utile netto del Gruppo è pari a 3.977 miliardi, l’ indebitamento finanziario netto sale a 55.791 miliardi per effetto dell’ acquisizione di Endesa S.A.”

Da businessonline.it: “Enel e Acciona hanno via libera per il lancio della loro opa per l’acquisizione di Endesa a 41 euro per ogni azione, per una spesa totale di ben 42 miliardi di euro. Una somma giudicata da diverse fonti bancarie (Ubs, Mediobanca, Morgan Stanley, Goldman Sachs) elevata e che peserà per il 25% sugli spagnoli e per il restante sull’Italia. ”

Da LaStampa.it,  tre giorni fa: “Tra le altre notizie che riguardano Enel citiamo un report di Credit Suisse che ha assegnato all’azienda elettrica una raccomandazione underweight (sottopesare), con prezzo obiettivo pari a 7 euro, circa il 3% al di sotto dei valori correnti. Gli analisti della banca elvetica temono un eccessivo indebitamento.

And who’s going to pay this bill? 

Next Page »