Leggo con scarso stupore, la positiva reazione di confindustria sulla scesa in campo di esponenti di confindustria nel pd. Si auspica pure un’invasione dei seggi (se mai ce ne fosse altro bisogno) nel pdl.

L’unico elemento unificante di queste elezioni è proprio la politica economica, con la sua ingerente presenza due poli italiani.

Ci sono alcune cose che vanno considerate e che dovrebbero preoccupare molto l’opinione pubblica italiana:

1. l’annullamento delle differenze: due poli, con presenze di persone ed idee intercambiabili e assimilabili, la sistematica eslcusione di ogni fazione, partitino, testa calda o testa d’uovo di turno.

2. il sostegno palese e convinto dei mezzi di informazione di massa rispetto a questa scelta pericolosissima. I TG di qualunque rete non perdono occasione per fare da cassa di risonanza allo slogan: non disperdere i voti (ossia, vota un polo, basta uno dei due, ma non gli schieramenti ‘minori’).

3. conseguenza di questo terrorismo del voto utile, è l’annientamento di ogni voce fuori dal coro che possa essere sostenuta e validata con mezzi istituzionali e costituzionali. Questo implica che un certo potere che ci sovrasterà. Ogni sua decisione sarà definitiva, perenne, inattaccabile, non negoziabile. Con la scusa della governabilità ci stiamo avviando verso un periodo di normalizzazione del pensiero e dell’azione: niente discussione, niente negoziazione, solo governo. Perenne.

4. la presenza di confindustria nei due poli implica, forzatamente, uno slittamento della politica, non solo sostanziale ma pure formale, dalla cura del cittadino verso la cura della sviluppo finalizzato al profitto: ergo, flessibilità, precarietà, ricatto, e quindi schiavismo. Cioè, si accetta come fatto ‘normale e sensato’ che la difesa del cittadino contro un certo sistema economico che lo sovrasta, venga affidato agli stessi esponenti di questo sistema. Un berlusconismo al cubo, da cui nemmeno i compagni ex-DS prendono le distanze, Anzi, ne prendono le mosse.

5. come già detto, questo sta avvenendo in modo formalmente lecito, con la pressione dei media che ben approffitano del nostro già difficile vivere, per indirizzarci verso scelte solo apparentemente ragionate.

6. il sindacato è ormai ombra. Forse la parola sindacato andrebbe tolta dai dizionari. Si tratta ormai, di un altro blocco di potere preoccupato del proprio mantenimento, e quindi incentivato a sostenere questo processo di normalizzazione e governo monocolore perenne. Logicamente nell’epoca della grande riconciliazione, non c’è posto per nessun tipo di scontro.

L’invito del leader di confidustria (leggi qui), è chiaro: non è più interessante appoggiare un particolare modo di fare politica piuttosto che un altro. L’ideologia è morta, quello che conta è restare al centro, per far passare uno specifico blocco di interessi.

Io credo che ci stiamo avviando verso un periodo molto buio, un nuovo medio evo del pensiero e della politica, nonché verso un totale assoggettamento della cittadinanza, intesa non solo come persone fisiche, ma pure come termine etico.

Siamo col piede nella fossa.

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