February 2008


La notizia l’ho trovata sul post di grillo. Un link che rimanda ad un video su youtube che è andato in onda su SkyTv, credo.

Chissà se pure i TG della RAi l’hanno trasmessa.

Ad ogni modo, dopo una piccola ricerca, ecco la storia in sintesi.

Un gruppo di cittadini italiani (o forse un solo, chi lo sa) ha affittato uno spazio fra gli annunci dell’International Herald Tribune.

L’annuncio offre ambiti posti di lavoro nel parlamento e governo italiani.

I requisiti richiesti sono ridicoli: essere *anche solo* marginalmente onesti, non avere particolari competenze, anzi non avere competenze è perfettamente OK, rendersi disponbili a partecipare a talk hows, per cantare con le soubrettes.

I vantaggi però non sono male: salari molto competitivi (fra i più alti del mondo), immunità, alloggio in un esclusivo quartiere del centro romano, possibilità di sistemare amici e parenti in posti di lavoro di spicco, una volta eletti.

La notizia ha fatto il giro del mondo.

General Positions Available
Group of Italian Citizens is desperately seeking fairly/ marginally honest politicians to run in the next political elections for the Italian parliament.
The salary is extremely competitive (among the highest in the world) and countless “beyond the imagination” benefits are included. Immunity from prosecution is also guaranteed.
Once elected, the candidate may bring along friends and relatives who will be offered positions as top level state administrators or directors of a national TV network.
Job location is in one of the most exclusive neighborhoods in the heart of Rome (walking distance from Piazza Navona).
No particular skills are required (in fact, having no skills at all is perfectly OK). No actual work is requested, except appearing on TV talk shows, where politicians are not supposed to answer questions, but are invited to join well known soubrettes and sing along popular themes.
Candidates should contact Lucrezia Marforio rescue.italy@gmail.com.

All’estero si sono fatti le solite 4 risate, ma mica tanto. Basta sentire la BBC per rendersi conto che la storia è amara.

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… la differenza che passa fra chip e chop equivale alla differenza che passa fra PD e PDL… UNA LETTERA!

 

Ma fateci il piacere va… 

Ieri sera parlavo col buon Dano su skype. Mi ha mandato un link di youtube con baggio che faceva la pubblicità della benzina ip nel lontanissimo 1994.

Li’ per li’ mi sono messa a ridere, poi però ho pensato: ohibò, nel 94 quella marca di benzina lanciava un concorso lotteria con premio di 1 MILIONE DI DOLLARI.

Oggi ti fanno fare i punti, con 250 punti (=2500 euro!!) ti danno una bicicletta Atala; anzi non te la danno, e devi pure andare a mi manda raitre per reclamarla.

E l’istat e i giornalisti che ci vengono a raccontare le balle sull’inflazione percepita … percepita una minchia.

Quando l’agenda conta…dice, conta l’agenda, quella delle edizioni dei telegiornali.

Agenda setting

C’è un’agenda anche nelle edizioni web, quelle dei giornali online.

Su repubblica.it, solo dopo (in ordine) il macabro caso di cronaca nera, i soliti baloccamenti sedicenti politici del piddì e piddielle, e dopo il festival di san remo, la notizia sui fatti di bolzaneto, firmata da Massimo Calandri

Ne riporto degli estratti, agghiaccianti, non per morbosità, ma perché questi fatti, dovrebbero restare nella testa della gente, scolpiti, per non dimenticare questo nuovo fascismo, a poche settimane del 25 Aprile. Onoriamo tombe e cippi di morti e caduti, nella retorica più istituzionale, che ci vorrebbe riconcilianti e riconciliati (di destra, ma anche di sinistra come direbbe e vorrebbe ualter).

Però queste nuove vittime, questi oltraggi, e questo nuovo squadrismo, arrivano nelle agende dell’informazione dopo san remo.

Che di nuovo, poi, questo squadrismo, ha solo una data sul calendario. L’approccio, il metodo, e l’obiettivo sono gli stessi del ventennio fascista.

Vale allora la pena di riportare alla lettera una parte dell’intervento di Vittorio Ranieri Miniati, a nome anche dell’altro pm, Patrizia Petruzziello. Un breve elenco di fatti specifici accaduti nel “carcere del G8”. Una esemplare tessera del mosaico. Miniati cita ad esempio “le battute offensive e minacciose con riferimento alla morte di Carlo Giuliani o di alcuni motivi parafrasati a scopo di scherno”. “Per la giornata di venerdì, in particolare: il malore di Angelo Rossomando e quello di Karl Schreiter. Il taglio di capelli di Taline Ender e Saida Teresa Magana. Il capo spinto verso la tazza del water a Ester Percivati. Lo strappo della mano di Giuseppe Azzolina. le ustioni con sigaretta sul dorso del piede a Carlos manuel Otero Balado, percosso tra l’altro sui genitali con un grosso salame. Le percosse con lo stesso grosso salame sul collo di Pedro Chicarro Sanchez”.

“Per la giornata di sabato, in particolare: il malore di Katia Leone per lo spruzzo in cella di spray urticante. Il malore di Panagiotis Sideriatis, cui verrà riscontrata la rottura della milza. Il pestaggio di Mohammed Tabbach, persona con arto artificiale. Gli insulti a Massimiliano Amodio, per la sua bassa statura. Gli insulti razzisti a Francisco Alberto Anerdi per il colore della sua pelle. Le modalità vessatorie della traduzione di David Morozzi e Carlo Cuccomarino, che vengono legati insieme e le cui teste vengono fatte sbattere l’una contro l’altra”.

“Per la domenica, in particolare: il malore di Stefan Brauer in seguito allo spruzzo di spray urticanti, lasciato con un camice verde da sala operatoria al freddo. Il malore di Fabian Haldimann, che sviene in cella ove è costretto nella posizione vessatoria. L’etichettatura sulla guancia, a mo’ di marchio, per i ragazzi arrestati alla Diaz nel piazzale al momento dell’arrivo a Bolzaneto. La sofferenza di Anna Julia Kutschkau che a causa della rottura dei denti e della frattura della mascella non è neppure in grado di deglutire. Il disagio di Jens Herrrmann, che nella scuola Diaz per il terrore non è riuscito a trattenere le sue deiezioni e al quale non è consentito di lavarsi. La particolare foggia del cappellino imposto a Thorsten Meyer Hinrrichs: un cappellino rosso con la falce ed un pene al posto del martello, con cui è costretto a girare nel piazzale senza poterlo togliere”. Per chi lo avesse dimenticato, i responsabili di questi episodi sono uomini dello Stato. Quello che ci dovrebbero proteggere dai criminali.

…e subito scoppiano i Casini (senza doppi sensi, anzi si).

Superwalter, di recente ha sfoggiato una serie di rampolli della buona borghesia italiana, candidati nelle liste del piddì. Sono tutti sotto i trent’anni. Il che equivale a dire che accanto ai padri, ci mettono pure i figli.

Bel rinnovamento. Complimentoni! Con cuona pace di grida alla scandalo della casta.

Ma nemmeno farlo apposta, superwalter si porta dietro il bubbone del centro, questo benedetto centro da cui tutti vogliono vendere i gelati (come direbbe Odifreddi). Tanto è grosso il bubbone, che sta scoppiando ancora prima di entrare nel vivo della campagna elettorale.

Dalle news di yahoo.it:

ROMA (Reuters) – L’accordo con i Radicali e la candidatura dell’oncologo Umberto Veronesi come capolista in Lombardia avranno come effetto quello di compattare all’interno del Pd le componenti cattoliche in difesa dei loro valori. A dirlo è la senatrice teodem Paola Binetti, in due interviste pubblicate oggi.

“Noi cattolici ci coalizzeremo ancora di più per difendere i nostri valori dentro il partito”, dice Binetti in un’intervista al quotidiano “la Repubblica”, dopo che ieri è stato confermato l’accordo per l’inserimento nelle liste del Partito democratico di candidati radicali e che il segretario Walter Veltroni ha annunciato che l’ex ministro Veronesi sarà capolista in Lombardia.

“Mi preoccupa moltissimo”, ha detto Binetti a “il Giornale” a proposito della candidatura dell’oncologo, che definisce “una medaglia con due facce”.

“In campo scientifico, e lo dico da medico, infonde fiducia e autorevolezza”, mentre politicamente “ha assunto posizioni in netto contrasto con la cultura cattolica”.

E sulla possibilità che l’oncologo torni a ricoprire il posto di ministro della Salute, Binetti avverte: “L’ipotesi di Veronesi ministro non la prendo neanche in considerazione”.

Di fronte alla candidatura di radicali nelle liste del Pd, Binetti espreime “perplessità, smarrimento e preoccupazione per una scelta che, come cattolici, non possiamo capire…Sono portatori di una cultura totalmente opposta a quella dei cattolici”.

Dopo aver snobbato un accordo con la sinistra, e lavorando sul marketing e l’immagine (e non sui contenuti) il problema del centro (aka fondamentalismo sedicente cattolico) si ripresenta maligno.

Forse il nostro ualter non ha capito che le rogne vengono dal centro, e la lezione di Dini e Mastella non è servita.

Riusciranno i nostri eroi a miscelare con garbo acqua e olio?

Un’idea ci sarebbe: chiedere a Ferrara di salire sulla carriola piddina.

Almeno la Binetti si sentirà meno sola.

C’è chi si mette a discutere di fatti di cui conosce poco o nulla e chi senza investigare le ragioni o le implicazioni dei fatti, puntualizza e opinionizza, così tanto per fare qualcosa; c’è chi si limita a commenti sommari, a scalette in cui la derisione adombra e annuncia pericoli, danni, sciagure.
Imperdibile l’edittoriale di berselli su repubblica.it di cui riporto qui qualche estratto… si commenta da solo:

Per tutto questo, Rosario Fiorello è più insidioso di Grillo: perché Grillo è volutamente antipatico, attacca a brutto grugno, non vuole mezze misure. Mentre Fiorello è una specie di sintesi di tutto ciò che è televisivo e radiofonico insieme; è l’evoluzione di Mike Buongiorno, che prima della Rai e di Mediaset aveva alle spalle una storia antifascista e resistenziale, quindi politica, ma non si sarebbe mai concesso sconfinamenti; è l’erede del “nazionalpopolare” Pippo Baudo, che una volta attaccò il presidente socialista della Rai Enrico Manca ma solo perché a sua democristianità Baudo tutto si può fare ma non toccargli il mestiere.

E quindi se l’ex intrattenitore del villaggio vacanze, il situazionista da spiaggia che si vestiva da papa per movimentare le mattinate, da tempo diventato supereroe e salvatore della tv, insomma se Fiorello attacca i partiti e dice “strappate il certificato”, è come se fossero la televisione e la radio, un loro concentrato totale, ad assaltare la politica. Mica male come programma, solo a capire se si tratta di un programma televisivo, radiofonico, politico o antipolitico.

Nell’incertezza, per evitare confusioni, non verrebbe male, come diceva la vecchia politica, abbassare i toni, fare un passo indietro; anzi, come gli dice talvolta il suo mentore Bibi Ballandi: “Fiore, stare bassi, per schivare i sassi”.

Non c’è da stupirsi poi tanto se la cittadinanza incazzata si rivolge ai comici che, a quanto pare, sono gli unici a fare da cassa di risonanza al profondissimo schifo del paese.

La scelta non è difficile: fra il comico di turno ed il politico buffone, meglio il comico. Almeno ha senso dell’umorismo. Il politico buffone non ha più nemmeno quello. Crede così tanto in se’ stesso, e nelle menzogne che dice, che non riesce nemmeno a non prendersi troppo sul serio.

L’autoindulgenza è forse il peccato più grave di chi ha l’arroganza e l’ambizione di volere rappresentare un popolo.

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