Sottotitolo: Il popolo delle primarie negli antibagni della bocciofila

Ovvero: Come un governo di centro sinistra, che ha svenduto (e svenderà sempre di più) il paese a Goldman Sachs e JP Morgan, scordato la legge sul conflitto di interessi e sul falso in bilancio, fregato i precari, (con tanto di consenso da regime sudamericano all’82%) trasformato i paesi di provincia in succursali di outlet, dove la gente comune va a rincoglionirsi spendendo quel poco ha o che non ha (indebitandosi fino a livelli nordamericani), prometta di cambiare rotta, con SuperWalter.

Un articolo apparso su repubblica.it firmato da una delle sue penne più fantasiose (C. De Gregorio) fa una sintesi dell’atmosfera che ha ubriacato i romani di sinistra (e non) intorno alle bancarelle delle primarie.

Ma vediamo un po’ la nostra De Gregorio cosa racconta, cosa ha visto ieri. Titolo: “In fila per battere il qualunquismo”

Inizia con una descrizione di una staffetta partigiana che si ritrova ad 82 anni davanti ad un computer… che avrebbe affermato: Li conosco tutti […]. Di quelli delle primarie ne sarà tornata meno della metà. Gli altri sono nuovi. La De Dregorio prosegue nella sua analisi sulla gente delle primarie, scrivendo: Sono gli stessi ma sono altri. Sono gli iscritti ma non solo. Sono di sinistra ma anche dell’altra sinistra e sfondando il muro del ridicolo:
Certo che ho visto anche gente della mozione Mussi “Sono di centro ma anche del centro che vota a destra. Qualcuno sì, è venuto. Sono quella ragazza lì che allatta il neonato e dice più che crederci ci spero. Sono il vecchio che mi sono astenuto alle ultime tre elezioni ma ora ho deciso di dargli un’altra possibilità, alla politica.

La sfilata dei caratteristi delle primarie continua; c’è la coppia di fidanzatini, il cui ‘lui’ si commuove alla vista del medico della roma, Mario Brozzi, l’eminente esponente della società civile di SuperWalter!!! Scrive la De Gregorio: Quasi si commuove [il fidanzatino], dice alla ragazza hai visto che abbiamo fatto bene a venire? Un’ottima ragione per votare alle primarie: Mario Brozzi che ci fa piangere.

E in gran finale (per par condicio) c’è pure l’omosessuale, così la lista dei caratteristi delle primarie è completata! And politically correct as well.

Ma ci sono altri momenti altissimi della prosa di questa virtuousa della penna, che ritrae in modo imperdibile una serie di poveri vinti che hanno (nell’immaginario della De Gregorio) piu’ il sapore dei crepuscolari, che quello delle tragedie di Malavoglia: puliscono gli occhiali, alzano gli occhi chiusi per sentire il tepore del sole, ritrovandosi a votare negli “antibagni delle bocciofile” (sic!!!!).

Ovviamente per un leader già deciso da un pezzo negli antibagni delle sedi dei partiti (ma questo la perspicace giornalista non lo scrive).

La De Gregorio continua, da brava inviata speciale, nel suo ritratto stereotipato del sotto-popolo delle primarie, ancora vecchi, giovani, sedicenni con la busta del macdonald in mano, ragazze in abiti etno, evocando fratellanze da sinistra del dopo guerra, e odore di salamelle fritte alle feste dell’Unità.

Non manca quasi nessuno nel quadretto naif. Forse mancano le scimmiette ammaestrate (che però si fanno ben sostituire dai giornalisti).

La nostra, inoltre, tiene a farci sapere che nella sezione di via Zabaglia Alla sinistra di Mussi è rimasto il salone grande, quello con la foto di Berlinguer che ride. Ai Ds tre stanzette ora accalcate di gente. Notare l’evocata frugale modestia nell’uso del suffisso in stanzette. Poverini!

E così si termina il ritratto fasullo di un mondo che esiste solo nella testa della nostra fantasiosa (ma pur sempre prevedibile) signora della scrittura.

Ma se questa accozzaglia di luoghi comuni, questa marchetta per il PD che la signora De Gregorio ci propina serve a combattere il qualunquisimo allora, ci sentiamo tutti piu’ sollevati.

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