October 2007


In Italia si ha la memoria corta.

Il 20 ottobre, la sinistra (non c’è bisogno di chiamarla radicale, mutuando linguaggi forzaitalioti. Sinistra basta e avanza, appunto alla luce del rimanente panorama politico…)…dicevo la sinistra ha portato in piazza un milione di persone circa, ricordiamocelo, contro il precariato.

Nel frattempo, Bonanni (CISL) e Angeletti (UIL), si ritrovavano a discutere per la difesa della legge 30 (o Biagi che dir si voglia) al teatro Capranica di Roma. Nell’occasione, Angeletti (UIL) dichiarava di non comprendere “quali obiettivi si possa porre la manifestazione i oggi pomeriggio” visti i risultati positivi portati dal pacchetto Treu e la legge Biagi. Gli faceva eco Bonanni (CISL) anche lui convinto che le norme della legge Biagi “hanno funzionato”.

Dopo nemmeno una settimana, il 26 Ottobre, eccoli in piazza Angeletti e Bonanni, insieme a Epifani, a protestare per la difesa del lavoro pubblico, contro il governo (almeno quelli del 20 si erano rispiarmiati una tale affermazione) con il quale però, in precedenza, avevano festeggiato l’approvazione di un pacchetto welfare in cui il precariato riceve sono mazzate.

E cosa dicono questi signori scesi in piazza il 26 Ottobre? Dicono: Contratto subito e meno precarità! “Il governo cambi rotta. Vogliamo il rispetto degli impegni presi, la salvaguardia dei diritti contrattuali, una pubblica amministrazione di qualità che contrasti la precarietà e offra veri servizi ai cittadini” dice il segretario confederale Paolo Pirani (della UIL, ndr).

Una disparità di trattamento fra i precari del privato (a cui la legge Biagi ha fatto un gran bene) ed i precari del pubblico (che dovrebbero essere stabilizzati, con contratti a tempo indeterminato).

La differenza fra diritti e privilegiI, fra sindacati e corporazioni.

Intanto, guardo le fotografie della manifestazione del 26 Ottobre, e osservo i cartelli contro il precariato dei dipendenti comunali a scadenza, non posso fare a meno di pensare che un precario privato, non è diverso da un precario statale, almeno nella forma. Penso pure (e meschinamente) che le tasse dei precari del privato, andranno (forse) a contribuire alla stabilizzazione del precariato pubblico, alimentando una burocrazia statale inefficiente e inutile.
Mi rendo conto che questa è un guerra fra poveri.

Divide et impera

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Dal corriere.it:
La Terra è vicina al punto di non ritorno e il futuro dell’umanità è seriamente compromesso

Sempre dal corriere.it: Monito di Draghi: in italia gli stipendi piu’ bassi dei paesi principali dell’unione europea

Di’ giuro!!!

Dal corriere.it:

«La verità è che la porcata piace a tutti», sorrideva ieri l’autore dell’attuale sistema di voto: «È una attrazione inconfessabile, e visto che si va a votare — chiosava provocatorio il leghista Calderoli — piace anche a Veltroni…»

Il mio Paese

La mafia è la prima azienda italiana con un fatturato pari al 7% del PIL; c’è un boom di pignoramenti a causa del caro rate dei mutui per la casa; e sono oltre 7 milioni i poveri nel mio Paese. Ci sono 24 condannati in via definitiva nel Parlamento, ed i mezzi di informazione allietano i nostri giorni mesti con un ricco vocabolario di neologismi come: spiopoli, vallettopoli, calciopoli, furbetti del quartierino, bancopoli, leggi ad personam. Nel mio Paese, le regioni e le amministrazioni locali ci svendono allegramente alle banche; non mancano conflitti di interessi d’ogni sorta (vedi qui, qui, qui). Siamo avvezzi alla cassa integrazione, ai licenziamenti selvaggi, al precariato, e ai sindacati che, quando non stanno a guardare, spalleggiano gli industriali. Nel mio Paese guardiamo al futuro, al rinnovamento, promesso rosse signore in reggicalze e da giovani formazioni politiche (la cui età media è ben oltre i 50 anni). Il ministro di grazia e giustizia cerca di scansare un magistrato (che, dicono i giornali, stava per scoperchiare una fogna peggio di tangentopoli).

Il capo del governo tace, l’opposione applaude. Parla il nostro Presidente della Repubblica; ma cosa dice? Dice: «È indispensabile evitare dichiarazioni e commenti che determinano sconcerto nell’ opinione pubblica»

Sconcerto? Suvvia, Presidente, si rassicuri. Se nessuno ha ancora assaltato il palazzo d’inverno fino ad ora, non c’è da aver timore. Del resto, la Ferrari è sul tetto del mondo, quindi si tranquillizzi, che se gli Italiani vedono rosso, può anche darsi che non sia per rabbia e vergogna.

I ripensamenti di Prodi sulla precarità sono anch’essi precari.

da repubblica.it: Quanto al fatto che le sue parole giungano all’indomani della manifestazione, a Roma, che la sinistra radicale ha organizzato proprio per l’attuazione del programma di governo e contro il precariato, il presidente del Consiglio preferisce non parlarne, “non connettiamo le cose che hanno una corrispondenza temporale – dice -e non sequenziale”. E a chi gli chiede se la protesta abbia rappresentato un monito per il governo, il premier risponde: “Oggi non parliamo di ieri, parliamo di oggi”.

Ripeto, non manca di senso dell’umorismo. Il punto è che i circa 4 milioni di precari Italiani il senso dell’umorismo non ce l’hanno più.

Chi pensa all’oggi e chi pensa a tre giorni fa.

18/10/2007. Operaio si suicida al lavoro: non riusciva ad arrivare a fine mese. L´uomo non sapeva come pagare il mutuo dopo che la moglie, precaria, aveva perso il lavoro

Ore 16.11 – E’ una montatura (ovvero: come il gatto burlone ci prese in giro impersonando la parte del topo eroe)

Basta fango, avanti l’inchiesta!!!!!

De Magistris mi ha iscritto scientemente nel registro degli indagati di “Why not”, sapendo che interrompeva l’inchiesta, visto che risultati reali fino ad ora non sono arrivati, anche perché ogni volta la Cassazione ha in larghissima misura bloccato i suoi atti. Non si può immaginare che lo abbia fatto per farsi togliere l’inchiesta e diventare eroe nazionale, sapendo che questa è la prassi?

Oggi ne ho trovate 3.

1. Distribuire meglio i benefici della globalizzazione (Mario Draghi al Development Committee della Banca Mondiale, Washington, 21 Ottobre 2007).

LOL

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2. L’impunità in Italia è uno status symbol (Giovanni Maria TAMPONI, nel suo blog).

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3. E’ vero che la precarità è un grande problema. E’ inutile che noi giriamo intorno al fatto che è essenziale che un giovane ha bisogno di sapere che in un certo momento della sua vita puo programmare il futuro. E la precarità lo rende molto difficile. (Romano Prodi prima di recarsi al Teatro San Carlo a Napoli per il Meeting Interreligioso, Napoli, 21 Ottobre 2007).

Avrà pur mille difetti Prodi, ma non manca certo di senso dell’umorismo.

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