Afine maggio, goldman sachs scometteva su prossimi futuri rialzi del petrolio, a 200 dollari.
Oggi, la solita passione della borsa che si brucia i quattrini, petrolio a 139 dollari (e vedi che siamo vicini vicini sempre più vicini ai 200), e poi morgan stanley che rilancia: presto a 150 dollari…fate vobis.
E qui, invece incollo un interessante commento lasciato proprio in merito all’articolo di cui sopra (grassetti miei):
“Insomma… in realtà se la speculazione tira su il prezzo del future, chi deve comprare ora petrolio per il futuro (grandi raffinerie, compagnie aeree ecc…), dovendo farlo con un future, viene trascinato a sostenere maggiori costi di copertura, cioè veri maggiori costi operativi. Con questo non dico che i finanzieri siano dei delinguenti che speculano sulle spalle della povera gente, perché il loro speculare è in funzione della massa di moneta a loro disposizione, che a sua volta dipende da quanto lassismo monetario e creditizio si è sviluppato nel sistema, il che a sua volta dipende in ultima analisi dalla politica monetaria delle Banche Centrali.
La finanza mondiale fa quel che deve fare: trasferire fondi. Se i fondi sono troppi, dove tendono a concentrarsi creano bolle. Un giochetto che funziona da sempre. Se ti arriva un martello sulla tempia il problema non è il martello, è chi lo tira.“
Le vittime sul campo si stanno già vedendo (qui, qui, qui, qui, etc..)
Meditate gente, meditate